Venerdì 14 Maggio 2010

Alpe Vago, è guerra
tra Bormio e Livigno

«Sono molto stupito, per non dire scandalizzato, dalla posizione della minoranza “Un Futuro per Bormio” riguardo l'assegnazione dell'alpe Vago ad un cittadino di Livigno. Sembra che sia un dramma, una cosa che non doveva succedere: non trovo così strana l'assegnazione ad un livignasco».
A parlare è il sindaco di Livigno Lionello Silvestri molto contrariato dopo le dichiarazioni dell'opposizione bormina che ha definito l'aggiudicazione un ulteriore «passo a favore dei nostri vicini di Livigno, che si sono aggiudicati anche l'affittanza di una delle malghe più prestigiose di Bormio». «Non lo trovo un fatto così grave - ha commentato Silvestri -. Innanzitutto mi preme sottolineare che la malga è all'interno del territorio comunale di Livigno (la proprietà è del comune di Bormio, ndr) ed è logico che anche gli agricoltori della zona ambiscano alla sua gestione. Tra l'altro non è stato evidenziato come questa aggiudicazione abbia portato un buon guadagno per le casse comunali di Bormio. Dai circa 6.000 euro dell'affitto precedente ora si è passati a 20.000. Ho notato una posizione forte e dura contro Livigno ed i suoi cittadini: preannuncio già che se in futuro, in qualche altro bando, ci saranno delle discriminazioni contro la partecipazione degli abitanti di Livigno, il Comune sarà il primo a ricorrere».
Scandalizzato per questa presa di posizione che giudica una vera e propria volontà a discriminare, il primo cittadino ha voluto sottolineare un altro aspetto. «Riguardo alla notizia, della quale Magatelli ha chiesto spiegazioni - ha sottolineato Silvestri - ovvero circa la presunta volontà di realizzare in quella zona una grossa discarica di inerti per collocare il materiale di risulta di un traforo verso la vicina Sant Moritz, occorre innanzitutto evidenziare che il tunnel è di là da venire, un'opera che  sarà realizzata tra anni, forse decenni. Qualora però fosse costruita, rappresenterà senz'altro un intervento di pubblica utilità e, se necessario, il Comune esproprierà l'area che ribadisco è sita nel territorio di Livigno. Vero è che l'espropriazione rappresenta l'ultima via per un'amministrazione ma di certo, qualora dovessero servire i terreni Livigno, per l'interesse pubblico dell'opera, di certo non si fermerà di fronte a un terreno del comune di Bormio».
Ma Silvestri non si è fermato qui ed ha voluto porre un'altra riflessione all'attenzione dei bormini: «Forse sarebbe più giusto discutere - ha ricordato Silvestri - su come Bormio ha ottenuto il possesso di questi terreni. Di certo non li ha comprati. Questo nessuno se lo chiede? Così come è avvenuto in altri comuni limitrofi, dove alcune delle più belle zone sono di proprietà del comune di Bormio, che ha anche grossi appezzamenti di terreni, pure l'alpe Vago è finita a Bormio. A suo tempo infatti La Contea, quando si è ritirata, ha mantenuto questi terreni ubicati in altri comuni senza cedere nulla in cambio. Anche questo non va dimenticato».

l.begalli

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