Lunedì 10 Maggio 2010

La crisi scende in campo:
sponsor delle società in fuga

La crisi scende in campo. Nella primavera più difficile dell'economia locale, secondo i responsabili delle associazioni sportive sono sempre più visibili le conseguenze negative dell'assenza di fondi nelle casse delle aziende. Sono le imprese del territorio, spesso di piccole dimensioni, le principali sostenitrici delle squadre locali. Le donazioni, garantite più per contribuire all'attività che per effettivi riscontri in termini di pubblicità, rappresentano una delle principali fonti di sostentamento per le società. In un periodo di segni meno – spesso con passivi in doppia cifra – sui bilanci delle ditte, anche l'esborso di poche decine o centinaia di euro può essere problematico. Il risultato è chiaro: senza contributi le società sportive tremano.
La conferma arriva da alcune fra le realtà più importanti in termini di tesserati. Negli ultimi anni il Gruppo podistico Valchiavenna è passato da sponsor di rilievo nazionale come Shell gas e Liquigas a partnership con aziende della zona. «La crisi si fa sentire - rileva il segretario Flavio Mezzera -. Le nostre realtà vivono di volontariato, ma le spese aumentano e gli sponsor sono pochi. E' una situazione difficile». Gli enti locali - ad esempio attraverso la riqualificazione della pista - hanno offerto un supporto importante, ma è sempre più difficile potere contare su finanziamenti per le attività. Da due anni il nome del Basket Chiavenna non è più affiancato dalla scritta Mitsubishi, l'azienda di auto che nel recente passato aveva accompagnato la società della pallacanestro del Mera.
«Quella della carenza di sponsor è una tematica sicuramente rilevante - spiega il presidente Enrico Franzini -. I contributi delle aziende sono fondamentali per coprire le spese e ridurre le quote a carico delle famiglie dei bambini e dei ragazzi. E' necessario tirare la cinghia sotto tutti i punti di vista». C'è un'altra faccia della medaglia. Spesso, in passato, anche nel mondo dello sport locale e soprattutto nelle discipline più ricche, si è osservata la presenza di rimborsi spese eccessivi. «Da un certo punto di vista la carenza di fondi ci costringe a dedicare un'elevata attenzione al contenimento delle spese, con l'assenza di ogni forma di pagamento ai tesserati e la valorizzazione dei vivai», aggiunge Franzini.
Anche il mondo del calcio esprime preoccupazione. Soffrono le società e si registra una netta preoccupazione anche nei tornei estivi, dove si notano delle difficoltà nel reperimento degli sponsor e persino dei premi per le squadre. «C'è una certa sensibilità da parte delle imprese del territorio, anche perché conoscono il valore sociale della nostra attività - sottolinea Saverio Fortunato, dirigente del settore giovanile dell'Us Chiavennese -. Al tempo stesso non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per il futuro».

l.begalli

© riproduzione riservata