Sabato 08 Maggio 2010

I dati della provincia:
c'è una "ripresina"

Un -3,9% nella produzione industriale, -20% nell'export, +212% nelle ore di cassa integrazione, -12,8% nel numero di imprese attive nel settore manifatturiero: nell'“annus horribilis” dell'economia mondiale la crisi si è fatta sentire anche per la provincia di Sondrio, che però ha retto l'urto meglio di altri territori. E già oggi arriva qualche piccolo segnale di miglioramento. Ora per non perdere il treno della ripresa le aziende locali «dovranno puntare sulla collaborazione e sull'aggregazione». È la fotografia contenuta nell'analisi congiunturale 2009 presentata ieri dalla Camera di commercio di Sondrio in occasione dell'ottava Giornata dell'economia, l'appuntamento nazionale di UnionCamere. Risultati che per lo scorso anno sono stati negativi, anche se il quadro complessivo in provincia ha tinte meno scure rispetto, ad esempio, alla media regionale: «Della situazione mondiale abbiamo sentito parlare tutti - ha spiegato la ricercatrice Maria Chiara Cattaneo, che ha realizzato lo studio -, e in Lombardia nel 2009 si è registrato un calo del 9% nella produzione industriale, del 10% negli ordini, del 15% nel fatturato totale. In provincia di Sondrio il calo della produzione industriale è stato invece il più basso di tutta la regione, con una diminuzione del 3,9%, e anche nel settore manifatturiero, il più colpito a livello locale, i dati sono rimasti sempre migliori della media. La disoccupazione non è aumentata, e anche se il numero di ore di cassa integrazione è triplicato rispetto al 2008, con un aumento del 212%, è comunque rimasto contenuto rispetto al monte ore lavorate complessivo». Fra i settori più colpiti c'è il manifatturiero, un campo nel quale il numero di aziende è diminuito del 12,8% sul 2008, anche se secondo Cattaneo nella seconda metà dell'anno si nota «un rallentamento nella caduta degli ordinativi, e dei consumi elettrici», il che lascia spiragli di speranza in prospettiva futura. Nel complesso, «le imprese hanno dimostrato una buona tenuta - ha rimarcato Cattaneo - con una diminuzione dello 0,9% di aziende attive, arrivato a 15.487, con saldi positivi nel settore degli alberghi e della ristorazione». E proprio il settore turistico ha registrato un +1% negli arrivi e dello 0,9% nelle presenze. Sul fronte del commercio con l'estero, invece, nel 2009 l'export è calato del 20,7%, con un totale di 507 milioni di euro che conferma Sondrio fanalino di coda in Lombardia, «ma la bilancia commerciale - ha sottolineato Cattaneo - ha registrato comunque un attivo di 90 milioni di euro». E per il futuro? Secondo Cattaneo i primi dati di inizio 2010 mostrano segnali di ripresa sul fatturato, con +1,09% per la provincia di Sondrio che è però inferiore al dato lombardo di +3,1%: «Si vede un ritardo sia negli effetti negativi della crisi, sia negli effetti positivi di questi primi segnali di ripresa. E per il futuro il mondo economico locale potrà puntare, ancora, sugli elementi di forza che hanno consentito di frenare l'impatto della crisi: la flessibilità di un sistema di piccole imprese, la coesione istituzionale, la presenza di banche locali che hanno evitato la stretta sui crediti, la diversificazione dei settori di attività». Per competere sui mercati nazionali ed esteri, però, la “parola magica” dovrà essere aggregazione: le singole imprese sono troppo piccole per muoversi da sole con successo, e quindi dovranno trovare dei sistemi per fare rete.

l.begalli

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