Sabato 08 Maggio 2010

Economia, confronto storico
tra Melazzini e De Censi

Due banche uguali nelle finalità operative, ma diverse nelle strategie di crescita. Questa la sintesi dell'inedito incontro tra i presidenti dei due istituti cooperativi della provincia di Sondrio, Piero Melazzini e Giovanni De Censi, che ieri si è svolto in Camera di commercio in occasione della ottava giornata dell'economia. Un confronto composto, non privo di frecciate, tra i numeri uno di Popolare di Sondrio e Credito Valtellinese, che ha spesso strappato applausi e un clima a tratti divertito.
Proverbiale la "rivalità" tra le due banche, che però ieri hanno mostrato di avere valori e obiettivi comuni sul fronte del credito alle piccole medie imprese e alle famiglie. Un valore che in questo periodo di crisi è stato a più riprese citato nel corso degli interventi. A partire dall'analisi statistica sull'andamento economico in provincia nel 2009, che ha evidenziato come l'andamento meno negativo del sistema produttivo locale sia stato dovuto non solo alla multisettorialità ma anche a un sistema del credito che nel momento del bisogno, in totale contro tendenza rispetto al dato nazionale, non ha chiuso i rubinetti. E anche il professore Alberto Quadrio Curzio, nel suo intervento, ha ricordato il grande valore aggiunto del territorio provinciale, dato dalle due banche di ispirazione cooperativa, una perfetta incarnazione di quello spirito comunitario che informa di sé lo Statuto per la Valtellina, proposto proprio da professore e accolto dalle istituzioni locali.
Due banche uguali che però hanno scelto strade diverse per stare sul mercato finanziario. Se Piero Melazzini ha difeso la dimensione regionale della Bps e la strategia di crescita per linee interne, che ha portato la banca ad avere rappresentanza sulle maggiori piazze del mondo per favorire l'internazionalizzazione delle imprese clienti, Giovanni De Censi ha ribadito la scelta di crescere con la creazione di nuove banche e la partnership con altri istituti già radicati, proprio per non perdere la propria identità di banca cooperativa.
Tra i due vi è stata una piena condivisione sulla necessità di sviluppare innovazione e formazione per far crescere il sistema Valtellinese e non disperdere le risorse umane e le conoscenze. Ma quando De Vico ha chiesto alle due banche quali fossero le differenze tra i due istituti la platea è scoppiata in una fragorosa, quanto unanime, risata, mentre Melazzini apostrofava divertito il moderatore: «Ma lei è un bel provocatore! Non ci sono differenze. E' la strategia aziendale che ci divide. La Popolare di Sondrio non mira all'estensione ma all'intensità. Le nostre consorelle seguono strade diverse. C'è la banca che esce dal territorio e va, va in Italia. Poi c'è la Bps, una banca conosciuta e che conosce il territorio dove opera, conosce la gente. Questa è l'intensità».
Su quali siano invece i temi più urgenti per ridare slancio al territorio, il numero uno del Credito Valtellinese ha toccato aspetti condivisi anche da Melazzini: «La Provincia e i nostri politici stanno lavorando alla creazione di una società energetica di valle per avere una partecipazione diretta nelle concessioni idroelettriche. Non proprio, parafrasando vecchi slogan, "l'acqua è mia e la gestisco io" - battuta che ha suscitato l'ilarità degli astanti -, ma un maggiore coinvolgimento. L'altro grande tema è il nostro panorama, dobbiamo offrire ai turisti un territorio a tutto tondo, un posto dove non solo si scia ma si va a funghi, si mangia bene, si fanno escursioni, si visitano palazzi storici e chiese. Le statistiche dicono che su 400 milioni di persone, almeno 20 milioni sono potenziali visitatori della Valtellina, dobbiamo intercettarli».
Alla fine, anche De Censi ha dovuto difendere il proprio modello di banca rispetto a quello illustrato dal presidente della Bps. E sempre nel clima divertito, creato dalla domanda del moderatore su quali siano le differenze tra le due banche locali, De Censi ha parlato della galassia Creval, che oggi conta sette banche retail, che vanno dalla Lombardia alla Sicilia, otto società di finanzia specializzata. «Ci siamo espansi per mantenere la nostra identità, perché ovunque manteniamo il nostro modo di fare banca».

l.begalli

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