Sabato 08 Maggio 2010

Morì per le lasagne:
assolti i medici

Assolti. Non è colpa dei medici se il paziente era morto ingozzandosi con del cibo. Lo ha deciso il giudice Antonio De Rosa, assolvendo Mariella Triangeli e Giorgio Francobandiera con la formula «perché il fatto non costituisce reato».
I due dottori, dipendenti dell'unità operativa di psichiatria dell'ospedale di Morbegno - morbegnese del '59 la prima, nato in provincia di Potenza nel '61 e residente a Cosio il secondo - erano accusati di omicidio colposo per la tragedia che risale al febbraio del 2004.
Cesare Oscar Muffatti all'epoca aveva 54 anni ed era affetto da una malattia che gli rendeva estremamente difficile la deglutizione. Proprio per questo era ospite del centro socio-educativo Madonna del Lavoro di Nuova Olonio. Qui il personale era sempre stato scrupolosissimo: il cibo che gli veniva somministrato era sempre preventivamente frullato e nell'acqua era sempre aggiunto uno speciale addensante. Anche l'ospedale di Morbegno - nel quale Cesare Oscar era da qualche giorno ricoverato per delle piccole complicazioni - conosceva queste prescrizioni. Dal campo di imputazione risulta che il personale del centro socio-educativo aveva avvertito i medici del problema.
Nelle indicazioni cliniche, però, sarebbe stato riportato soltanto che Cesare Oscar necessitava di una dieta semiliquida.
Un'indicazione ritenuta troppo generica dagli inquirenti e tale da indurre l'infermiera a indicare, nello spazio interventi, soltanto la necessità di prestare particolare attenzione al momento dei pasti del paziente. Precauzione che sarebbe stata seguita, ma senza salvare la vita all'uomo che, dopo i primi bocconi di lasagne non frullate, aveva cominciato a diventare cianotico e poco dopo era morto soffocato. I soccorsi erano scattati praticamente all'istante, ma questo non era bastato a salvare la vita a Cesare Oscar Muffatti. Subito dopo il sostituto procuratore Michela Guidi aveva aperto l'inchiesta necessaria per chiarire i contorni della vicenda.

r.carugo

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