Venerdì 07 Maggio 2010

Rilancio del Morelli:
c'è l'ok dei Comuni

Il piano di rilancio dell'ospedale Morelli è troppo importante per incagliarsi contro l'eventuale spostamento della scuola infermieri da Faedo a Sondalo che tante polemiche ha scatenato. E così, accantonato per il momento il ragionamento attorno all'opportunità del trasloco - «ci sarà tempo per approfondire e valutare il tema» sostiene il presidente della Provincia Massimo Sertori -, l'assemblea dei sindaci riunitasi ieri ha condiviso la sostanza del documento messo a punto dall'amministrazione provinciale raccogliendo le istanze provenienti dal territorio e già passato al vaglio del consiglio direttivo dell'assemblea.
Una condivisione quella espressa dai sindaci che premia innanzitutto un metodo di lavoro - la valorizzazione degli elementi comuni piuttosto che l'inasprimento delle differenze - e che apre le porte alla concreta possibilità di portare a casa il risultato sperato dalla Regione cui - è il prossimo passo - verrà sottoposto il piano. Il documento, articolato in oltre venti punti, è stato presentato ai sindaci nella sua parte più tecnica dall'assessore provinciale Giuliano Pradella, mentre è toccato a Sertori spiegare la ratio dell'azione amministrativa. Innanzitutto perché la Provincia, che non ha competenze in materia, ha deciso di spendersi e di farlo partendo dalla struttura di Sondalo e non da uno sguardo d'insieme della rete ospedaliera provinciale. «Abbiamo deciso di farci carico del problema del Morelli perché riteniamo che sia un anello fondamentale per l'intero sistema - sottolinea il numero uno di palazzo Muzio -. Siamo partiti da lì perché delle quattro strutture provinciali è quella che oltre a rivestire un'importanza strategica per il territorio - pensiamo a tutta l'Alta Valle - ha e ha sempre avuto una capacità attrattiva nei confronti dei pazienti di fuori provincia. Se dovesse venire a mancare questo apporto ne soffrirebbe l'intera rete ospedaliera provinciale».
Ma non soltanto. Il metodo di lavoro adottato per il nosocomio sondalino segna un punto fondamentale nella politica di Valtellina e Valchiavenna. Ne è ben conscio il presidente Sertori. E' lui a ricordare l'importanza di un eventuale "precedente". «Oltre alla sostanza del piano in sé - dice - ottenere che tutto il territorio si muova insieme in maniera propositiva nei confronti degli enti di competenza, in questo caso la Regione, significa poter contare su una forza incredibile. E, intendiamoci, non in contrapposizione con il Pirellone, ma semmai in apporto all'azione della Regione che sa che se attuerà quanto contenuto nel progetto di rilancio del Morelli - ma un domani potrebbe essere una delle altre strutture o qualsiasi altro tema - troverà il favore e l'apporto di tutto il territorio».
Come detto, particolarmente dettagliato il documento, punta sulla valenza a più livelli della struttura sondalina: una nazionale con la richiesta di riconoscimento dello status di istituto di ricerca collegato con l'università; una regionale con il settore della riabilitazione da sempre fiore all'occhiello di Sondalo; provinciale con la chirurgia toracica e zonale con tutti i servizi necessari alla popolazione dell'Alta Valle. «Partiamo da qui - ribadisce Sertori - creiamo un precedente e poi affronteremo anche tutte le altre questioni legate agli altri ospedali».

l.begalli

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