Domenica 11 Aprile 2010

Montespluga: una soluzione
per la strada spesso chiusa

«Bisogna pagare l'azienda che si occupa della pulizia della Statale 36 a seconda del numero di interventi effettuati. In questo modo Montespluga rinascerà».
E' la proposta formulata da Paolo Colombo, architetto brianzolo, dopo i disagi dei giorni scorsi. A causa delle nevicate di otto giorni fa e della mancata riapertura della strada, cinquanta turisti sono rimasti bloccati nella frazione di Madesimo fino a martedì mattina. «Una splendida località turistica si è gradualmente, ma decisamente ed inesorabilmente, trasformata in un paese deserto e isolato per tutto il periodo invernale - scrive Colombo, proprietario di una casa a Montespluga, in una lettera inviata ad Anas ed enti locali -. Il motivo è molto semplice, eppure nessuno vuole porvi rimedio. La ss 36 è di proprietà Anas, che appalta ad aziende esterne il compito di provvedere allo sgombero e alla manutenzione del tratto in questione. Tutt'altro che trascurabile è, tuttavia, la previsione nel bando di appalto della facoltà dell'azienda addetta al servizio di chiudere la strada a suo insindacabile giudizio, per motivi di pericolo, rendendo così del tutto aleatoria l'erogazione del servizio stesso. Penso sia chiaro a tutti che questo piccolo dettaglio rappresenti un alibi perfetto per non pulire la strada, anche quando non sussistono impedimenti al riguardo».
Colombo spiega che lunedì 5 aprile a Montespluga il tempo era variabile e soffiava un vento che avrebbe consentito l'apertura della strada. Ricorda che per l'intera giornata sono transitati turisti con ciaspole ai piedi, alcuni partiti dalla località Andossi, altri dalla Svizzera, motoslitte provenienti da Madesimo, e un gatto delle nevi per la battitura della relativa pista, transitato poi addirittura sulla 36 per trasportare alcune persone particolarmente infuriate a Madesimo.
«Ciò nonostante, a giudizio dell'azienda addetta allo sgombero neve, esistevano pericoli tali da precludere l'apertura del tratto di strada interessato. La predetta non avrebbe di certo provveduto alla pulizia e quindi riapertura della strada se non al momento del cessato pericolo valanghe emesso dalla protezione civile. Solo l'intervento in merito del sindaco di Madesimo, sollecitato più volte dai turisti, ha consentito lo sgombero del tratto stradale e quindi la tanto sospirata viabilità. La logica dell'azienda merita una riflessione: il pericolo valanghe, a questa stregua, dovrebbe bloccare il transito di buona parte delle strade montane. Ciò che evidentemente non avviene».
Colombo suggerisce un semplice accorgimento che garantirebbe un risultato importante.
«Basterebbe modificare il capitolato d'appalto nella parte relativa alle modalità di liquidazione della cifra pattuita per lo sgombero della strada, prevedendo il pagamento all'azienda incaricata solo e unicamente in funzione ai reali ed effettivi giorni di apertura del tratto stradale. Perché pagare un servizio se poi non viene eseguito con regolarità? Il risparmio ottenuto potrebbe essere destinato da Anas al completamento di tutte le opere da decenni richieste e mai realizzate».
L'architetto di Besana si riferisce al completamento della galleria in prossimità di Boffalora, alla realizzazione di pochi metri di protezione da vento e neve sul tratto diga-paese e, in caso di necessità, di alcuni para valanghe nelle zone più problematiche.
«Montespluga è oggi una località dimenticata dallo stesso comune di appartenenza. I pochi esercizi commerciali presenti in paese sono aperti quasi esclusivamente nel periodo estivo e come potremmo biasimarli? La rinascita è un obiettivo strettamente legato e dipendente dalla volontà di recupero e ricostruzione di un territorio che, sia pur periferico, possiede una bellezza incontaminata, è unico nel suo genere e potrebbe offrire numerose opportunità di svago e di sport alternativi e complementari a quelli attualmente praticati nel paese di Madesimo. Eppure in inverno il paese è completamente abbandonato e in estate si vive di sola luce riflessa del paesaggio e del passaggio obbligato dalla frontiera. E pensare che questa località è la prima “porta italiana abitata” che incontra il turista straniero».

l.begalli

© riproduzione riservata