Martedì 06 Aprile 2010

Barista scomparsa a Sondrio:
per il fidanzato è stata rapita

«Non ci credo che se ne sia andata di sua spontanea volontà... Me ne avrebbe parlato. Me lo avrebbe detto... Credo piuttosto sia stata costretta a salire su quell'auto, a tornare in Romania... Questo spiegherebbe perché a casa ci sono ancora tutte le sue cose, i suoi soldi e perché non si sia sarebbe nemmeno preoccupata di avvisare il datore di lavoro e di ritirare la busta paga...». Il convivente di Laura A. - la barista romena di 25 anni scomparsa nel primo pomeriggio di venerdì scorso a Sondrio - non ha dubbi sul fatto che la sua ragazza sia stata rapita o comunque costretta ad allontanarsi da Sondrio.
Un'ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno cercando prove, senza le quali sarà difficile indagare il marito della giovane, anche lui romeno. Sarebbe infatti lui - "Nicu"-, il principale indiziato. Lui ad essere stato notato a Sondrio già nella giornata di giovedì, aggirarsi per le vie del centro a bordo di una Mercedes scura. Lui - l'uomo da cui la giovane donna cinque anni fa ha avuto un figlio che ora vive con il padre nei pressi di Galati, in Romania - ad essere stato immortalato dalle telecamere installate a ridosso della sede centrale della Banca Popolare di Sondrio, dove sarebbe avvenuto il presunto rapimento.
Nessuna conferma dalla Questura ma sembra che ci siano anche dei testimoni oculari che avrebbero assistito venerdì pomeriggio al rapimento e avvrebbero subito avvisato le forze dell'ordine. La ragazza sarebbe stata schiaffeggiata in strada e poi costretta a salire sulla Mercedes di colore scuro.
«Cosa sia successo non lo so, so solo che vorrei tanto avere notizie da lei e sapere che non le è successo nulla di grave», racconta il quarantenne sondriese con cui la barista era legata sentimentalmente da un anno ormai e con cui conviveva dall'autunno scorso in un appartamento a Caiolo. «L'ultima volta che l'ho vista erano le 13 e 30 di venerdì... l'ho accompagnata dal parrucchiere in Garberia. Alle quattro avrebbe dovuto prendere servizio al Bar Sport e la sera ci saremmo visti proprio lì, come capitava ormai ogni venerdì sera quando la raggiungevo con altri amici in attesa che finisse il lavoro, per poi uscire tutti quanti insieme... e invece al bar quel pomeriggio non è mai arrivata...».
La denuncia alla Questura di Sondrio l'ha presentata il suo compagno (che nell'inchiesta risulta come persona informata sui fatti), mentre in Romania la famiglia della ragazza si è rivolta alle autorità per fare altrettanto, nella speranza di accelerare i tempi delle indagini. Il cellulare della giovane non dà segni di vita da venerdì e anche in casa del marito di Laura, in Romania, non risponde nessuno. I genitori della ragazza non solo non riescono a mettersi in contatto con l'uomo, ma non hanno più notizie nemmeno del nipotino.
Un fatto pare ormai assodato. Il marito di Laura non aveva preso bene la permanenza della moglie in Valtellina, dove era giunta un anno fa e dove aveva svolto più di un lavoro prima di essere assunta come barista dal titolare del Bar Sport. In Valle era giunta grazie a sua sorella che nel Morbegnese vive con il marito e due figlioletti. «Laura si era rifatta una vita a Sondrio - racconta il convivente -. Aveva trovato amici e soprattutto la sua serenità ed era intenzionata a portare qui suo figlio, per crescerlo».
Ed è forse questo il motivo che ha innescato la gelosia del marito che si è certamente reso conto di averla persa, visto che Laura gli aveva manifestato l'intenzione di prendersi il piccolo e di portarlo in Italia.
La Questura di Sondrio ha ogni possibile elemento in mano per poter localizzare l'uomo in Romania: dalla targa dell'auto all'indirizzo di dove abita, ma non può fare nulla finché non viene iscritto sul registro degli indagati e finché soprattutto non si accerta che di rapimento si tratta e non di allontanamento volontario.

a.marsetti

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