Sabato 03 Aprile 2010

Scuole senza soldi:
timori a Morbegno

E' stata approvata all'unanimità dal consiglio comunale la mozione ”sui problemi economici delle scuole di Morbegno e conseguenze sull'attività didattica”. «Un situazione che ci tocca tutti da vicino -. ha detto dalla minoranza Andrea Ruggeri - credo che questa mozione sia un piccolissimo passo, che deve comunque essere compiuto».
Nel corso dell'assemblea consiliare, alle quale hanno partecipato anche alcuni liceali morbegnesi, l'assessore alla Cultura Oreste Muccio ha presentato il documento che prende le mosse dalla situazione patita dagli istituti della città del Bitto, cioè 1 e 2° Circolo Didattico, scuola media Vanoni, istituto professionale Romegialli, istituto tecnico commerciale e per geometri Saraceno, Liceo scientifico eartistico Nervi-Ferrari. «Dove non solo saltano le gite - ha affermato Muccio - ma dove diventa quasi impossibile ad esempio, rifornire gli istituti di nuovo materiale e strumentazioni didattiche o attivare le supplenze, privando così gli studenti di alcune ore di lezione. Sulla scuola nessuno è innocente, per questo prendiamo posizione con una mozione che va al di là di qualsiasi appartenenza politica».
Entrando nel dettaglio, il documento specifica che «il ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca (Miur) è debitore nei con confronti degli istituti di Morbegno per un importo complessivo di  720.000 euro», ha spiegato. E per far quadrare i conti le scuole si stanno arrangiando come possono e «sono costrette a limitare notevolmente i servizi tradizionalmente offerti agli studenti in forma gratuita. Ne è un esempio la sospensione delle gite scolastiche disposta dal Liceo “Nervi”, per l'impossibilità di far fronte al pagamento delle missioni ai docenti accompagnatori ( i ragazzi hanno indetto per questo motivo uno sciopero lo scorso 24 marzo).
Stessa condizione anche all'Ipsia Romegialli: «Anche qui sono state sospese le trasferta di istruzione». Per questo nella mozione morbegnese (che sarà inviata all'Ufficio scolastico provinciale di Sondrio, a tutti i consigli comunali e alle istituzioni scolastiche) si richiedere al ministero « di approntare centri di analisi e di concertazione per trovare modi e tempi di risoluzione dei problemi economici delle scuole e per favorire il potenziamento dell'autonomia e della responsabilità delle istituzioni scolastiche».
Ma anche di «investire per lo sviluppo della scuola, per restituire alle istituzioni scolastiche quel ruolo educativo e di promozione da tante parti richiesto; di porre la scuola in condizione di essere ancora autentica comunità educante, luogo dove i giovani si preparano alla vita, quella dello studio, del lavoro, delle relazioni sociali».
Condizione che a giudizio del Comune vista la grave situazione economica non vengono più garantite per questo la scuola «viene snaturata nella sua progettualità e funzione culturale». E di criticità nella mozione ne vengono elencate parecchie, dall'esiguità dei fondi trasferiti alle scuole per far fronte alla spesa per supplenze del personale assente temporaneo; al mancato ricevimento da parte delle scuole superiori dei fondi sufficienti a coprire integralmente il pagamento delle missioni dovute ai presidenti e ai commissari degli esami di stato conclusivi. «E per questi motivi le scuole, hanno coperto le maggiori spese utilizzando allo scopo risorse destinate agli investimenti, (che pertanto si sono ultimamente quasi azzerati), alla formazione del personale e persino i contributi richiesti dagli istituti alle famiglie - gli istituti superiori chiedono all'atto dell'iscrizione un contributo intorno a 100 euro - destinati per regolamento a investimenti aggiuntivi rispetto a quelli che lo stato dovrebbe consentire».

l.begalli

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