Giovedì 01 Aprile 2010

Festa amara nel Pd:
è tempo di resa dei conti

Neanche il tempo di festeggiare l'insperata, quanto gradita, elezione del segretario che nel Partito democratico di Sondrio è già tempo di resa dei conti.
Ieri mentre in via Parolo Angelo Costanzo e un buon numero di iscritti e simpatizzanti stappavano bottiglie di spumante per quel posto in consiglio regionale strappato grazie agli ottimi risultati altrui, Ezio Trabucchi, membro della segreteria provinciale del Pd, uno di coloro che aveva detto no alla candidatura per la Regione, invitava tutti a non lasciarsi trascinare dal facile entusiasmo e a considerare, «con lucidità», il risultato elettorale «assai preoccupante e deludente».
L'analisi di Trabucchi, riportata in un comunicato che va sotto il titolo di "fortuna vitrea est" (la fortuna è come il vetro, proprio quando riluce si rompe), prende spunto dai dati, da quelle preferenze accordate al Pd che, ricorda Trabucchi, negli ultimi due anni sono passate da 25.506 a 12.188. Più che dimezzate. «Non ho dubbio - le parole di Trabucchi - che un pizzico di analisi e di ragionevolezza ci consentirà di trovare qualche causa del declino anche in sede locale. Mi auguro che non prevalga la paura della diagnosi per evitare, ancora una volta, la rigorosa terapia che, da tempo, incombe sul Pd. Altrimenti il paziente "elettore democratico", già debilitato, o si rassegnerà al suo infelice destino o cambierà ospedale (come tanti hanno già fatto) per non sopravvivere nella speranza esclusiva di qualche colpo di fortuna». D'altro canto, Trabucchi si dice certo del fatto che Costanzo «finita la festa, convocherà gli organi di partito e, diversamente dal solito, non darà una consolante risposta a tutti, ma affronterà, insieme a noi, un tantino sofferenti per qualche inquietudine, alcuni temi che paiono imposti dalla nostra condizione attuale».
Certamente i numeri usciti dalle urne qualche riflessione la meritano. In senso generale, ma anche nel dettaglio se è vero, come è vero, che in alcuni centri considerati feudi del centrosinistra - è il caso di Villa di Tirano di Tognini, di Sondalo retta da un sindaco già in area Margherita, piuttosto che della stessa Valdidentro di Trabucchi, solo per fare qualche esempio - il risultato è stato nettamente sotto le aspettative. Ma è stato lo stesso Costanzo, a margine dei festeggiamenti per l'elezione in consiglio regionale, a parlare ieri di difficoltà all'interno del partito. «Il Pd ha un problema, è evidente - ha detto il segretario - soprattutto in alcune aree. In Lombardia la nostra situazione è molto simile a quella di Bergamo e questo non può non spingerci a fare delle considerazioni. Oggi più che mai la nostra sfida deve essere quella di dare un profilo identitario al partito attraverso la cultura e la politica. Il gioco delle alleanze non serve, bisogna ritrovare la vocazione maggioritaria del Pd che solo così può divenire propulsore di una grande coalizione».
Il malcontento di Trabucchi rispetto all'esito del voto non pare comunque isolato. Sempre ieri in via Parolo, qualcuno davanti ai dati delle urne proiettati sullo schermo delle diapositive commentava: «Sarebbe meglio non farli vedere tanto in giro». 12.188 preferenze non sono tante e neppure quel 44,9% derivante dal rapporto tra la percentuale dei voti di lista e quella delle preferenze accordate a Costanzo (5473), che risulta migliore anche rispetto a Parolo (43,72%) e Baitieri (43,56%), è consolante. E non lo è neanche il fatto - posto che sia vero - che, come dice Costanzo, lo sconfitto della tornata elettorale è il Pdl. "Il mal comune, mezzo gaudio" in questo caso proprio non vale.

l.begalli

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