Giovedì 01 Aprile 2010

Pesante taglio di fondi
ed è rivolta alla Lavops

Le associazioni iscritte alla Lavops (Libere associazioni di volontariato della provincia di Sondrio), 110 in tutto, sono sul piede di guerra. Temono per il loro futuro e, più precisamente, per la possibilità, tutt'altro che remota, che venga meno quel ruolo di coordinamento e di supporto assicurato loro dal Centro di servizio per il volontariato gravato da un pesante taglio di fondi.
«Il taglio dei contributi alla Lavops, associazione delle associazioni della nostra provincia, non può lasciare indifferenti. E' un segnale preoccupante che deve far riflettere tutto il mondo del no profit - hanno tuonato i rappresentanti di una trentina e più di sodalizi riunitisi ieri mattina nella sede Lavops di Sondrio per portare la loro protesta all'attenzione dei media e, quindi, dell'opinione pubblica -. Facciamo, quindi, appello alle istituzioni tutte perché sostengano questa realtà che rappresenta un punto di riferimento per ogni associazione, riconosciuto per le competenze e la motivazione che ogni operatore che ci lavora sa trasmettere ai volontari intenzionati ad organizzarsi ed essere formalmente riconosciuti». «Infatti - ha proseguito la portavoce del gruppo, Beatrice Barbetta, presidente del sodalizio “Tua e le altre”- la Lavops accompagna i propri soci informando, formando, orientando, fornendo consulenza legale e creando le condizioni perché le associazioni possano offrire servizi di qualità. Un taglio sui servizi di Lavops - ha concluso la portavoce - comporterebbe grandi difficoltà. Abbiamo pensato di unirci perché una singola voce può non essere ascoltata, ma tante voci è impossibile ignorarle. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, già molti disagi stiamo subendo. Più di 100 associazioni e cooperative sociali sostengono questa causa».
«L'impressione - hanno sostenuto alcuni responsabili di associazioni locali - è che sia in atto, a livello generale, un tentativo di smorzare l'attività di queste realtà di volontariato intermedie fra il vertice e la base, in favore, invece, di un rapporto più diretto fra i centri del potere e il cittadino. A discapito, ovviamente, di interventi di carattere più che altro sociale, destinati a soggetti deboli, che, viceversa, in assenza di tali strutture volontaristiche, rimarrebbero abbandonati a loro stessi».
E' un fatto, comunque, che, in ragione di questi importanti tagli di fondi che hanno già colpito Lavops, e di cui si riferirà compiutamente nell'assemblea in programma il 12 prossimo, entro giugno occorrerà procedere alla chiusura delle sedi staccate di Chiavenna, Morbegno e Tirano sorte cinque anni fa e capaci di garantire un coordinamento ed un supporto efficace anche con le realtà associative più periferiche. Già da oggi, peraltro, i sette dipendenti Lavops lavorano un giorno in meno e possono dedicare molto meno tempo alla cura degli avvisi di selezione e alla formazione dei volontari.
Aspetti che, invece, stanno particolarmente a cuore ai rappresentanti del mondo del volontariato «perché l'organizzazione di momenti di formazione, di condivisione e di crescita sono fondamentali - hanno detto - per acquisire sempre maggiore consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre funzioni. Lavops ha favorito e permesso la messa in rete delle informazioni, ci ha censiti e fatti conoscere, ci ha sostenuto sempre portandoci a conoscenza delle nuove normative e delle possibilità di accedere a bandi attraverso i quali finanziare importanti progetti. Senza questo supporto torniamo all'anno zero».

l.begalli

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