Giovedì 01 Aprile 2010

Rogo doloso alla Cossi:
si segue una pista locale

Potrebbero non rimanere uccel di bosco ancora a lungo gli attentatori che sabato sera hanno tentato di appiccare un incendio al magazzino della ditta Cossi alla tangenziale di Sondrio.
In Procura e negli uffici della questura la bocche restano cucite, ma la sensazione è che gli inquirenti non si stiano muovendo a casaccio, seguendo piuttosto una pista ben precisa.
La conferma arriva dal procuratore capo Fabio Napoleone che si limita ad ammettere che ci si sta muovendo in qualche direzione determinata. Sembrerebbe anche lontana, anche se formalmente non esclusa a priori, l'ipotesi dell'attentato legato alla presenza della criminalità organizzata in provincia.
Il sospetto degli investigatori è che i piromani non andrebbero cercati tanto lontano. Quella sera uno degli agenti della squadra volante intervenuto per il tentativo di incendio si era trovato quasi faccia a faccia con due di loro.
Sembra anche che ci fossero delle telecamere dalle cui immagini si potrebbero ricavare altre indicazioni utili. Ma gli elementi in possesso degli inquirenti, diretti personalmente dal procuratore capo, sarebbero di più.
All'ipotesi di un attentato messo in atto da veri e propri professionisti della delinquenza non sembravano aver creduto molto, già all'indomani dell'incendio, né il titolare dell'azienda, l'imprenditore Renato Cossi, né gli uomini della polizia. Di qui i primi atti di indagine seguendo la pista locale. I primi riscontri avrebbero spinto gli agenti a proseguire in quella direzione.
Soltanto quando saranno stati tutti individuati, in ogni caso, gli attentatori spiegheranno le reali motivazioni del proprio gesto, svelando anche a chi la Cossi dà fastidio e perché.
Nei giorni scorsi, a seguito dell'attentato e dello scoraggiamento espresso da Renato Cossi, all'imprenditore è stata data formale solidarietà anche dal segretario provinciale della Cgil, Giocondo Cerri, che non ha mancato di sottolineare la correttezza dell'azienda nei confronti del lavoratori. L'incendio di sabato avrebbe provocato danni enormi se un passante non avesse dato subito l'allarme e se i vigili del fuoco non fossero intervenuti con tanta tempestività. In quel caso sarebbero stati a rischio anche parecchi posti di lavoro, come ha sottolineato lo stesso Cerri, non per niente assolutamente allarmato per l'accaduto.
«Un fatto di una gravità tale che non se ne ricorda un altro così in provincia» le parole del sindacalista.

l.begalli

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