Giovedì 01 Aprile 2010

Simone Rossi chiede
un altro interrogatorio

Proprio in questi giorni Simone Rossi avrebbe dovuto essere rinviato a giudizio per la morte dell'amico Donald Sacchetto, ucciso da un colpo di postola il 16 maggio dell'anno scorso e fatto a pezzi nella cava di Ardenno della famiglia Rossi.
Dal carcere di Monza dove è rinchiuso però ha chiesto e ottenuto di essere sentito ancora una volta dal sostituto procuratore Stefano Latorre. L'avviso di chiusura delle indagini è stato depositato in cancelleria già tre settimane fa. Come prevede la legge, l'indagato ha 20 giorni di tempo per presentare nuove fonti di prova a suo favore o per farsi interrogare ancora una volta, fornendo qualche indicazioni della quale i magistrati potrebbero tenere conto. E proprio qui sta il punto. Bisognerà vedere insomma se il quasi trentenne cavatore, che fin qui ha sempre negato di aver ucciso l'amico di 36 anni, deciderà di dire qualcosa di più su quella sera o se si limiterà a confermare, semplicemente arricchendola di qualche particolare, la propria versione dei fatti. O meglio le proprie versioni dei fatti, visto che gli inquirenti gli contestano tra l'altro di aver più volte modificato il proprio racconto a seconda delle contestazioni che gli venivano mosse. Su un punto Rossi è sempre stato inamovibile: «Non l'ho ucciso io, è stato lui a spararsi con la mia pistola» ha sostenuto fin dal primo momento.

r.carugo

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