Mercoledì 10 Marzo 2010

«Studente della Sicilia scartato? Non è vero»

«Non ho mai scartato nessuno, né avuto proposte di lavoro o di stage da parte di studenti siciliani, né tanto meno di Favara». Così l’albergatore di Cosio Giulio Salvi dopo il polverone sollevato dalla stampa e dall’assessore della provincia di Agrigento Giuseppe Arnone a seguito del commento inviato via mail dal valtellinese al sito internet di una scuola alberghiera di Favara, protagonista, per colpa di alcuni studenti, di un episodio di teppismo, avvenuto dopo una lezione sulla legalità. Un caso approdato ai disonori della cronaca, per colpa di un semplice equivoco che Salvi ha voluto subito chiarire. «Egregio signor Preside - aveva scritto Salvi stigmatizzando l’episodio - ho letto la notizia della giornata sulla legalità dove alcuni giovani hanno avuto un atteggiamento totalmente contrario al normale. Orbene, so che Voi docenti non avete responsabilità, anzi, ma vorrei che dicesse a questi ragazzi che continuando così un posto negli alberghi non lo trovano certamente. So che i bulli risponderanno "e chissenefrega", ma ragazzi NON venite in Valtellina!». L’invito a tenersi lontani dalla provincia di Sondrio non era riferito agli onesti cittadini di Favara, ma al gruppetto di bulli che, reduci da una lezione sulla legalità, non hanno avuto alcuna remora nel prendere di mira le forze dell’ordine, che si trovavano nelle vicinanze della scuola. «Sono dispiaciuto che, forse da una frettolosa lettura, la mia lettera sia stata interpretata come rifiuto ad accogliere lavoratori della Vostra zona ma soprattutto del Vostro Istituto - ha aggiunto Salvi in una nuova lettera -. Io mi riferivo solo a quelli che hanno avuto un comportamento scorretto. Non volevo, e penso che una più attenta lettura della mia prima mail lo possa confermare, fare di tutta un’erba un fascio». E conclude invitando la scuola e i cittadini di Favara a fare visita alla Valtellina, aggiungendo che in qualsiasi momento saranno i benvenuti. Dopo le precisazioni di Salvi il preside della scuola siciliana ha subito risposto all’imprenditore valtellinese. «Gentilissimo signor Giulio - questo il testo -, la chiarezza le fa onore. La ringrazio di questo chiarimento che fuga possibilità di equivoci. I bravi ragazzi, mi creda, sono ovunque così come, purtroppo, le pecore nere. E’ compito della scuola promuovere il successo di tutti e in questo ci mettiamo il nostro impegno. Ogni tanto una delusione. Ma non desistiamo. Cordiali saluti, il dirigente scolastico Giuseppe Salamone». Risolto dunque il piccolo incidente “diplomatico” che aveva mandato su tutte le furie l’assessore siciliano arrivato addirittura al punto di parlare di decisione che «offende e mortifica l’intera città di Favara».

l.begalli

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