Mercoledì 10 Marzo 2010

Polemica a Lovero
sulla festa della donna

Altro che festa della donna. A Lovero l'8 marzo è diventato un caso. Non di genere, ma politico. Tutto è nato dall'idea del sindaco Annamaria Saligari e della giunta del comune di scrivere alle 300 donne del paese una lettera con gli auguri e un messaggio di Madre Teresa di Calcutta, per «dare un segnale forte alle nostre donne».
Non così, invece, è stato letto dalla minoranza dell'ex sindaco Dino Parravicini, che si è scagliato contro l'iniziativa per «lo spreco di denaro pubblico» che a suo giudizio avrebbe comportato. «In un momento difficile per le famiglie italiane abbiamo voluto lanciare un messaggio alle donne, invitandole ad essere forti perché il loro ruolo nella società, oggi più che mai, ha un'importanza fondamentale - dichiara Saligari, respingendo ogni accusa di sperpero di denaro dei cittadini -. La minoranza ci attacca dicendo che abbiamo sprecato denaro pubblico? Mi viene da ridere. La carta da lettera con le buste ci è costata meno di 100 euro, che abbiamo deciso di pagare con soldi nostri. Anche la stampa è stata fatta a carico mio. Per questa iniziativa non abbiamo impegnato gli uffici comunali in alcun modo - continua il primo cittadino -. Se i consiglieri dell'opposizione vogliono sostenere che fare gli auguri a trecento donne significa buttare via i soldi, lo facciano pure. Ma io rispondo: meno male che qualcuno ci ha pensato e sono fiera di essere stata io. Fortunatamente non tutti la pensano come loro».
Altrettanto agguerrito l'ex sindaco e attuale capogruppo di minoranza Parravicini, al quale la scelta della giunta per la festa dell'8 marzo non è proprio andata giù. «A noi risulta che i costi avrebbero dovuto finire tra le spese di rappresentanza - protesta -, se poi adesso che se ne parla c'è stato un cambiamento di rotta, andremo a fondo e verificheremo. Ma al di là della copertura di spesa, la cosa davvero assurda secondo noi è che le lettere siano state consegnate casa per casa dal messo comunale. Il fatto che un dipendente pubblico venga utilizzato per recapitare gli auguri dell'amministrazione comunale a 300 persone (non importa che siano donne o uomini) per noi è uno spreco di risorse pubbliche e non abbiamo paura di dirlo - continua Parravicini -. Visto poi che era intenzione della maggioranza farsi carico delle spese, poteva tranquillamente andare fino in fondo e consegnare direttamente le lettere, evitando di impegnare per un'intera mattinata il messo comunale, le cui mansioni non sono certo quelle di portare in giro messaggi della giunta».
A giudicare dai toni, c'è da aspettarsi che la bagarre fra maggioranza e opposizione sugli auguri per la festa della donna non finisca qui. Una cosa è certa: la pace fra i generi è ancora lontana da venire. Al di là dell'8 marzo (o, forse, soprattutto).

l.begalli

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