Mercoledì 10 Marzo 2010

Abusi sessuali a Chiavenna,
spuntano altre foto hard

Al giudice per le indagini preliminari Pietro Della Pona, il chiavennasco 73 enne B. G. non ha proferito parola e dopo essersi consultato con l'avvocato nominato d'ufficio ha comunicato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Il Gip lo ha tenuto in carcere. E se è facile immaginare che il difensore dell'uomo avanzerà un'istanza di scarcerazione poiché trattandosi di una persona che ha più di 70 anni la permanenza in carcere è giustificata solo in casi eccezionali, era davvero difficile pensare che il Gip potesse rilasciare l'anziano e metterlo agli arresti domiciliari a Chiavenna, dove ormai non si parla d'altro e dove tutti sanno tutto quello che è avvenuto .
Nei prossimi giorni - ma ancora non è dato sapere quando - sarà sentito J. S., l'amico tedesco di 47 anni, catturato in Germania su mandato d'arresto europeo e atteso nel carcere di Sondrio per l'interrogatorio di garanzia. Entrambi sono accusati di violenza sessuale di gruppo e il più anziano di violenza sessuale nei confronti di un disabile psico-fisico che l'anziano aveva "agganciato" per soddisfare le sue depravazioni sessuali.
Intanto, ieri, in tribunale è giunto il materiale sequestrato dai carabinieri del maresciallo Raffaele Grega nella casa in uso all'anziano in riva al Mera a Chiavenna: 13 portafoto di cui solo due conterrebbero scatti osè con il disabile, gli altri 11 riguarderebbero invece maschi, anche di giovane età. Gli inquirenti sono portati a pensare che l'anziano avesse un giro più vasto di frequentazioni omosessuali e che tra le sue "prede" ci sarebbero anche diversi romeni, come del resto risulterebbe dalle intercettazioni telefoniche scattate con l'avvio delle indagini iniziate due mesi fa. Difficile però, se non impossibile, risalire all'identità dei soggetti fotografati a meno di poter contare sulla collaborazione dell'anziano stesso. Ad inchiodarlo, intercettazioni e appostamenti iniziati quando dal dipartimento Asl è giunta la segnalazione sulla scorta della denuncia fatta da una donna che nel pomeriggio del 31 dicembre scorso, in via Dolzino, ha rinvenuto per terra un portafoto con sopra scritto il nome dell'anziano poi arrestato che - peraltro - la donna conosceva. Istintivamente la signora ha sfogliato il portafoto ed è rimasta senza parole. Quegli scatti erano sì riferiti all'anziano, ma in atteggiamenti inequivocabili e in compagnia di un'altra persona che lei conosceva: il disabile di Chiavenna.

a.marsetti

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