Lunedì 01 Marzo 2010

Sostenitori di una lista
ma senza sapere nulla

Allarme rosso sul fronte elettorale. Il perché è presto detto. Risultano fra i sostenitori di una lista, peccato che non abbiano mai sottoscritto la candidatura alle elezioni regionali degli esponenti politici in questione: numerosi consiglieri comunali e amministratori di Sondrio si sono ritrovati inseriti negli elenchi dei sostenitori per la presentazione della lista provinciale - zona hinterland Milano - targata Democrazia Cristiana, senza però aver mai dato la propria adesione.
A scoprire l'«inghippo» sono stati i funzionari dell'Ufficio anagrafe di Sondrio, che nei giorni scorsi si sono visti richiedere dai rappresentanti del partito i certificati elettorali dei sottoscrittori, da allegare alla documentazione per la presentazione della lista: scorrendo l'elenco, però, i dipendenti del Comune si sono imbattuti in nomi che hanno fatto suonare un campanello d'allarme. Ai funzionari del municipio infatti è parso quantomeno curioso che consiglieri comunali del centrosinistra come Pantaleone Catonini e Simone Del Curto della Sinistra Arcobaleno, o Salvatore Ambrosi del Partito democratico, o l'assessore al Bilancio Gianpiero Busi, ma pure Filippo Rebai del Pdl fossero fra i sostenitori del partito.
I funzionari allora hanno contattato gli interessati, i quali - non avendo mai firmato alcunché - son caduti dalle nuvole e si sono subito attivati per scoprire cosa fosse successo: raccolta la documentazione e le dichiarazioni scritte degli interessati, l'ufficio ha allora fatto scattare la segnalazione alle autorità competenti, e il Comune e i consiglieri coinvolti hanno intenzione di andare in fondo su questa vicenda.
«Avviseremo le autorità e seguiremo con attenzione la questione - dice il sindaco Alcide Molteni -, perché si tratta di un fatto grave. A Sondrio per fortuna ci conosciamo un po' tutti e quindi i funzionari si sono subito accorti del problema, ma mi viene da pensare a cosa possa succedere in realtà più grandi - conclude il primo cittadino del capoluogo -, dove non c'è questo “meccanismo di sicurezza” immediato e informale».

l.begalli

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