Lunedì 01 Marzo 2010

Rubavano motori di barche:
sgominata banda di romeni

Hanno commesso almeno otto furti a Colico. Ma c'è il sospetto che possano averne fatti anche in altre località del lago. Finora, infatti, i carabinieri attribuiscono a questa banda una cinquantina di furti in totale, tutti di motori di barche, ma le indagini non sono ancora concluse.
Undici i romeni arrestati nei giorni scorsi tra Milano, Cassano e Rivolta d'Adda, Agnadello e Firenze. Sono indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al furto ed alla ricettazione. Ventisette i motori recuperati dai carabinieri di Verbania per un valore di circa 200mila euro.
Oltre a Colico, questa banda ha commesso furti anche su altri laghi: a Gargnano, a Toscolano Maderno, Salò, Padenghe, Desenzano e Sirmione. Sulla sponda veneta a Torri, Brenzone, Bardolino e Peschiera. Tre i furti sul Sebino, a Iseo e frazioni, più uno a Sarnico e uno a Cazzago Brabbia.
Sono stati due distinti gruppi malavitosi a finire sotto la lente dell'Arma. C'era il commando dei ladri che faceva furti in trasferta. E c'erano i ricettatori che si occupavano di far viaggiare i motori fino a destinazione: la Romania.
L'ultimo è stato arrestato ieri a Rivolta d'Adda: si tratta di Cornel V., 43 anni, camionista romeno, accusato non solo del trasporto dei motori rubati, ma anche di aver dato un sostegno logistico agli altri componenti dell'organizzazione criminale.
L'indagine ha preso avvio lo scorso settembre dopo otto furti di motori nautici da imbarcazioni sul lago Maggiore. I carabinieri si mettono al lavoro e aspettano fino a quando non individuano una traccia.
Riescono così a individuare i componenti della banda che fa i colpi: sono cinque romeni, tutti domiciliati nel Cremonese. I motori rubati venivano nascosti lungo canali d'irrigazione, su auto e furgoni o nelle sterpaglie accanto ai fossi in campagna nell'attesa di spedirli a destinazione.
I motori fuoribordo da portare in Romania venivano ordinati con precisione indicandone marca e modello. A tenere i contatti era la moglie della "mente" del traffico, che spediva poi in Italia parte dei soldi per pagare ladri e autisti. Viene così scoperto il gruppo dei presunti ricettatori. Anche loro romeni, tutti dipendenti della stessa ditta di spedizioni.
Nell'indagine risultano coinvolti il titolare, l'amministratore, un impiegato e due autisti.
Questi ultimi due sono stati bloccati in autostrada, all'altezza di Modena. Sul loro camion nascosti tra scatole e bagagli, c'erano quattro motori rubati pochi giorni prima.

l.begalli

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