Domenica 28 Febbraio 2010

La sfratto a Trepalle
rinviato di 30 giorni

Sfratto rimandato di trenta giorni, con l'impegno a coinvolgere le istituzioni locali nel trovare un nuovo tetto alle persone che perderanno casa. Questo, in sintesi, il risultato raggiunto venerdì pomeriggio a Trepalle, nell'ambito dello sfratto di una coppia di anziani fratelli, lei 71 enne e lui classe 1930. Con loro vive anche il figlio di lei, il quale, per problemi di salute, ha bisogno di assistenza. Attorno alle 15 l'arrivo dei carabinieri e dell'ufficiale giudiziario. Assieme a loro, erano presenti anche i parenti che, già nel 2004, aveva vinto la causa di assegnazione della casetta a due piani.
Nelle ore seguenti, queste quattro mura, abitate per oltre mezzo secolo da Valente e Rosa Rodigari, oltre che dal figlio di quest'ultima Daniele, sono state scosse da una serie di discussioni, il cui tono acceso era chiaramente percepibile anche dall'esterno. «Ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento non collaborativo» ha dichiarato poi Silvia Conte, avvocato della parte che si è vista assegnata l'abitazione e che ha affermato di essersi presentata «con tutte le buone intenzioni». La tensione era visibile anche all'esterno, con alcuni scontri verbali tra i sostenitori delle due posizioni, una decina di persone in totale, che per l'occasione si erano presentati a dar manforte.
L'avvocato Conte ha più volte sottolineato la disponibilità della parte che rappresenta a trovare una via d'uscita da questa situazione. «Risulta dai verbali dell'ufficiale giudiziario che questi signori non abitano in questo stabile» ha affermato, aggiungendo che in realtà vengono ospitati altrove e che sarebbero rientrati solo negli ultimi giorni «in vista di questa esecuzione». La cosa non viene confermata dai nipoti della controparte, i quali hanno sottolineato come la famiglia Rodigari si reca da parenti in zona unicamente quando il freddo e le condizioni meteo non permettono la permanenza nella casetta, la quale viene comunque da loro abitata per almeno nove mesi l'anno. I tre, quindi, non avrebbero una casa propria, dove trasferirsi.
Alla fine è stato raggiunto un compromesso, un rinvio dello sfratto, in attesa dell'intervento dei servizi sociali e dell'amministrazione comunale, interpellata più volte in passato da entrambe le parti per trovare una soluzione. Si tratterebbe infatti della quarta volta che l'esecuzione di questa misura viene rimandata, da quando, più di sei anni fa, la casa è stata assegnata in modo definitivo. Il conto alla rovescia è ripartito, e ci sarà tempo solo fino al 25 marzo; la speranza è che, nel frattempo, si calmino gli animi e che le autorità preposte si attivino per poter dare quattro mura a Valente, Rosa e Daniele.

l.begalli

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