Mercoledì 24 Febbraio 2010

Valanga killer a Bormio,
il comasco "confinato" a casa

Obbligo di dimora a Inverigo (con facoltà di recarsi a Erba, dove lavora) almeno sino a quando in Valtellina i pendii del fuoripista non saranno più innevati per Gabriele Volontè, il 29enne comasco accusato di valanga colposa e da ieri anche di omicidio colposo, dopo la morte in ospedale a Bergamo dell'amico 72enne Emilio Borgonovo. Così ha deciso il Gip di Sondrio Pietro Della Pona che ha convalidato l'arresto facoltativo dell'operaio di Inverigo finito in manette domenica pomeriggio a Bormio, dopo essere scampato alla slavina che ha travolto e ferito gravemente l'anziano di Meda con cui si era avventurato in un fuoripista.
Il Gip ha però definito «edulcorata» la posizione del giovane ed ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari avanzata dal pm Stefano Latorre (che ora avrà dieci giorni per decidere se fare o meno opposizione) e così il Volontè ha potuto lasciare il carcere di Sondrio già nella tarda mattinata. «Gabriele è scosso per quanto accaduto - fa sapere l'avvocato Andrea Righi che con il collega Salvatore Pino segue il caso -. Borgonovo per lui non era solo un amico di famiglia ma era come un secondo padre e la sua morte lo ha profondamente provato... Presto per esprimerci sulle strategie processuali per ora registriamo il fatto che il Gip ha apprezzato l'onestà del nostro cliente e ritenuto credibile e fondata la ricostruzione da lui fatta durante l'interrogatorio. Soprattutto è stata fatta chiarezza su un punto per noi importante: il Volontè non si è allontanato dal luogo della tragedia per far perdere le sue tracce, ma perché quella zona era davvero pericolosa e comunque lo ha fatto dopo essersi assicurato che la richiesta d'aiuto fosse giunta chiara all'amico rimasto sulle piste e dopo aver visto in lontananza i due agenti che praticamente in diretta hanno seguito quanto è avvenuto».
Volontè ha pure chiarito al giudice anche quell'episodio che lo ha visto nel 2008 multato per aver violato la legge regionale: «Non stavo sciando fuoripista - ha raccontato -, ma mi hanno sorpreso mentre scendevo a bordo pista, in neve fresca, è vero, ma vicino a quella battuta».

a.marsetti

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