Sabato 13 Febbraio 2010

La protesta rock di 23
gruppi locali: «Più spazio»

Al grido di «Permettete anche ai gruppi valtellinesi più meritevoli di usufruire di spazi e di sponsor adeguati», e dopo essersi fatti sentire nelle scorse settimane su Facebook, le giovani band locali diffondono il loro appello sulla stampa con una lettera aperta che raccoglie le firme di 23 gruppi, una vera e propria rivolta a colpi di rock che non ha precedenti nella storia musicale valtellinese.
Come abbiamo documentato nei giorni scorsi, i primi a muoversi dalle pagine virtuali del social network sono stati i N.Ø.Y.S (Not On Your Side), rock band tiranese, oggi a sottoscrivere il grido di protesta che è anche una proposta, sono 23 formazioni musicali: Nefasti, My Little Pony, Ironix, Bloodrain, Pessimi Elementi, Antics, Caven, Muppez, Never Sober, Dark Mirror, Fabio Nobili Group, The Ghost Chant, La compagnia solidale, Without Pushin' Uncle, Sluter, Atomika, VitreO, Symphony of Soul, Krisp, Trio Ladro, Hypnosis, DAMM.
Lo spunto all'iniziativa è stato dato dal concerto che si farà il 6 marzo al polo fieristico di Morbegno patrocinato da Mtv. L'idea dei firmatari è più o meno questa: ben vengano i concerti dei grandi nomi, ma lasciate spazio anche a chi fa musica da queste parti. «Nel 2007 gli Sluter, uno dei gruppi rock valtellinesi più longevi - si legge nella lettera - scrivevano ai giornali valtellinesi una lettera aperta per criticare la manifestazione "Operazione rock Valtellina" di Tirano, dove le band in scaletta erano semisconosciuti "gruppi emergenti" inglesi e americani. A livello di risposte fu un flop, ma soprattutto fu un insulto alle decine e decine di band rock tiranesi prima e valtellinesi poi». Per aggiungere: «Quest'anno la situazione torna a farsi viva per un'altra occasione: la "data 0" (cioè le prove generali) dell'Mtv Generation Tour, con ospiti di rilievo (rilievo più d'immagine che musicale) della scena teen pop italiana che si spacciano per il "nuovo rock italiano", verranno in Valtellina a far piangere bambine e non. Ora il pensiero che ci sorge spontaneo è il seguente. In Valtellina ci sono tantissimi gruppi rock (vedete i firmatari di questa lettera per farvi un'idea), tra i quali ce ne sono parecchi molto validi e con una buona proposta musicale. Gruppi che però, purtroppo, non riescono ad emergere, perché confinati in pub e piazzette con concerti organizzati autonomamente».
Il motivo: «Non hanno lo spazio per proporsi a un pubblico più grande di quello di un bar. Perché nessun aiuto arriva da organizzazioni, da eventi, da comunità montane, da comuni. Si vede che qui da noi impera il partito del "prima de tutt i noss". Prima di tutti? Si, ma solo a parole. Prima di tutto vengono i soldi».
Denaro che «per loro si trova, per noi non se ne parla nemmeno». E quindi «per l'ennesima volta i gruppi locali, i sostenitori e gli appassionati si vedono discriminati nel loro diritto ad avere spazi e mezzi per portare avanti un progetto musicale». La richiesta dunque è quella di «permettere anche ai gruppi valtellinesi più meritevoli di usufruire di spazi e di sponsor adeguati. Credete che sarà impossibile?».

l.begalli

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