Lunedì 01 Febbraio 2010

Il cinema in 3D
arriva a Morbegno

Il cinema 3D sbarca anche in Valtellina e la prima sala ad offrire l’effetto realistico e insieme magico del tridimensionale sarà il “Teatro Pedretti” di Morbegno. Sulla scia del grande successo di “Avatar”, il film più costoso della storia, il primo transgenerazionale realizzato con la tecnica del 3D, Roberto Gasperi, il gestore delle tre sale cittadine, del Mignon di Tirano, l’Africa di Aprica e il Vittoria di Ponte in Valtellina, non poteva non restare al passo. «Il futuro è nel 3D - sostiene Gasperi - stiamo aspettando di acquistare le tecnologia più avanzata di digitale 4D ed entro due mesi avremo già installato l’impianto al Pedretti, vediamo come va e poi vedremo se introdurlo anche in altre sale».
Il primo gap sarà il passaggio al digitale. Vanno in pensione le vecchie bobine di cellulosa sostituite dal digitale che, rispetto al passato, è in grado di offrire una migliore qualità delle immagini. «Dovremo cambiare anche lo schermo e dotarci di speciali occhialini che l’utente deve indossare durante la visione del film - ancora Gasperi - la tecnica ha avuto in tutto il mondo un grosso successo, ma ha anche degli svantaggi, prima di tutto il biglietto di ingresso al cinema passa da 7 a 11 euro e per chi ha problemi di vista, come i miopi o i presbiti, la visione prolungata con gli occhialini può essere fastidiosa». Per accontentare tutti, il Pedretti dunque proporrà sia la versione tradizionale dei film che quella in 3D, magari nella stessa serata, ma ad orari differenti, diversificando l’offerta nelle altre sale.
Nelle prime tre settimane di programmazione “Avatar”, l’ultima fatica del regista di “Titanic” James Cameron, già vincitore dei Golden Globes per la miglior regia e miglior film, al Pedretti ha fatto quasi sempre il tutto esaurito. Soprattutto il fine settimana si sono viste lunghe file davanti alla biglietteria e molti ritardatari non sono potuti entrare.
«In Italia la visione di Avatar in 3D ha tirato molto all’inizio – dice ancora Gasperi – totalizzando un 70% di preferenze sul 2D, poi però con il passare dei giorni il cinema tradizionale ha recuperato assestandosi sul 55%, è vero che abbiamo un boom di richieste, ma non sappiamo ancora quanta presa avrà sull’utenza il 3D che comunque  mette in campo un notevole investimento quantificabile in circa 150 mila euro».

l.begalli

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