Sabato 30 Gennaio 2010

Il miracolo ci fu:
campane a festa

Campane a festa in Valle Spluga, e stavolta don Eugenio Bulanti le ha suonate ancora più forte. Oggi alle 14 è arrivata a Fraciscio una notizia molto significativa per la canonizzazione di don Luigi Guanella. Il collegio dei Cardinali ha approvato all’unanimità il miracolo attribuito al sacerdote originario della frazione di Campodolcino. Ora si attende l’ultimo passo, nel concistoro del prossimo mese, con l’intervento del Papa. «La notizia è arriva via e-mail – spiega don Bulanti -. Adesso manca soltanto la firma del Papa, bisognerà aspettare qualche settimana».
Nella piccola frazione di Campodolcino, un borgo di circa 165 anime, la presenza della figura del beato è evidente in più luoghi, a cominciare dalla casa natale, ma soprattutto nel cuore dei compaesani. A novembre  il congresso dei medici della Congregazione per la causa dei Santi aveva espresso parere favorevole per il miracolo del giovane americano William Glisson, attribuito al Beato Luigi Guanella. Il giovane William, caduto la sera del 15 marzo 2002 mentre pattinava a forte velocità, aveva riportato un fortissimo trauma cranico occipitale.
Due gli interventi subiti al cranio e una tracheotomia, poche le speranze di vita. Alcune reliquie di don Guanella sono state consegnate alla mamma del giovane da un’amica e c’è stato l’inizio di un’incessante preghiera che ha coinvolto amici, parenti e non solo. Poi sono avvenuti la completa guarigione e il pieno reinserimento. Oggi nel corso della santa messa don Eugenio tornerà a parlare di queste novità ai parrocchiani. Tutta la comunità di Fraciscio segue con attenzione questa vicenda.
«Quando ho ricevuto la comunicazione mi trovavo in chiesa con alcuni parrocchiani, ho subito diffuso la notizia – racconta il sacerdote che guida la comunità di Fraciscio -. Anche in questa occasione abbiamo suonato le campane a festa, proprio come era avvenuto due mesi fa, con la stessa gioia. Adesso tocca a noi: dobbiamo seguire ancora di più il suo esempio di santità».

l.begalli

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