Sabato 30 Gennaio 2010

Zona franca nel mirino:
«Ma quale paradiso»

Il giorno dopo il servizio de “Le Iene” di Italia 1 che ha sparato a zero contro la zona extradoganale di Livigno, nel Piccolo Tibet sono stati in molti, ieri, ad aver evidenziato i disagi della località, le difficoltà di abitare in un'area caratterizzata dalla neve per molti mesi all'anno, dove da tempo si combatte per avere una sanità decente - dato che il primo ospedale, eccettuata la casa della sanità è a Sondalo, molti chilometri più a sud - e dove i figli, per fare le superiori, devono recarsi oltre frontiera. Sono in tanti a non aver per nulla gradito l'incursione di Italia 1 ed in tanti, ieri, hanno difeso la zona extradoganale.
Sui blog, ma anche tra le vie del paese, unanimi i commenti a favore della zona che non “serve” solo per il mantenimento dei privilegi ai livignaschi ma offre vantaggi e benefici all'intera Valtellina e fa girare l'economia della provincia di Sondrio. Ne sono certi gli operatori ma anche tanta gente comune. E, diversamente dal passato quando più volte i commercianti di Bormio hanno alzato il tiro contro la zona franca, rea di fare concorrenza sleale stavolta, almeno ufficialmente, al di qua della dogana tutto tace. «Io quando vado a Livigno - ha commentato un turista - trovo organizzazione, gentilezza. Giusto fare i controlli ma puntare il dito contro in maniera così evidente è sleale». «Chi critica è solo geloso - ha evidenziato un operatore rispondendo alle accuse - di quello che Livigno realmente è. Di certo qui non è tutto rose e fiori. Lavoriamo eccome. L'esenzione dall'Iva è giusta almeno per le difficoltà che anche ora abbiamo: quando nevica e rimaniamo isolati, per l'istruzione dei nostri figli, nel settore sanitario». E se Livigno è stata definita un'anomalia - dal momento che non sussistono più i presupposti che cent'anni fa hanno motivato l'istituzione della zona extradoganale - qualcuno si è guardato attorno: «E le regioni a statuto speciale? - ha evidenziato un commerciante -. Quelle non sono un'anomalia? Noi non paghiamo l'Iva ma lì quanti sono i contributi, per esempio, per la realizzazione degli impianti sciistici?».
Tanti i temi trattati e toccati nel dibattito spontaneo sorto ieri tra le vie del paese ma c'è anche chi, soprattutto in Internet, ha fatto i complimenti a “Le Iene” che hanno finalmente reso pubblico a livello nazionale un privilegio anacronistico. E c'è anche chi, sentendo parlare i livignaschi di ricadute occupazionali ha evidenziato che i posti di lavoro rimarrebbero invariati perché Livigno è ormai divenuta una località turistica di primissimo piano nel panorama dell'arco alpino. «Attualmente i prezzi a Livigno - ha sottolineato un turista - non sono poi così convenienti. Converrebbe sempre prima sapere l'effettivo prezzo in Italia. Un conto sono sigarette e benzina ma per il resto non c'è poi un gran risparmio». Sicuramente il dibattito è destinato a continuare ancora per molto.

l.begalli

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