Venerdì 29 Gennaio 2010

Lo sciopero dei treni:
«Nessuno ci ha precettato»

Sciopero dei treni. Di sicuro non è una frase che piace ai pendolari. Ma quello dell’altro giorno ha fatto infuriare centinaia di lecchesi e valtellinesi che, stretti tra l’incudine del traffico sulla provinciale 72 e il martello della frana, si sono ritrovati senza alternative. Con la beffa dei comunicati delle autorità che, ignare (ma come si può esserlo?) dello sciopero dei ferrovieri invitavano a “salire in carrozza”.
I toni trionfalistici usati dal sindacato Orsa (Organizzazione sindacati autonomi e di base), che ha indetto lo sciopero e al suo termine ha espresso “soddisfazione” e ha ringraziato tutti i lavoratori per una partecipazione che ha riguardato l’80 per cento dei treni, stride con le lamentele registrate da migliaia di utenti. La segreteria provinciale dell’Orsa, però, guidata da Pasquale Rusconi, si dichiara «presa alla sprovvista». Non si aspettavano così tanti problemi viabilistici: «Onestamente non pensavamo e non era nostra intenzione creare tali disagi anche perché non eravamo stati avvisati di tutti questi problemi sulle strade. Nessuno ci ha chiesto di annullare, a livello locale, l’agitazione. Né, tantomeno, siamo stati precettati. Ricordo a tutti che quest’anno siamo stati precettati già tre volte dal ministro. Ora che ci sarebbe stato un motivo serio per la precettazione, nessuno ci ha pensato».
Fatto salvo il sacrosanto diritto di scioperare su argomenti seri come quello della sicurezza dei lavoratori (in questo caso macchinisti e capotreni) e degli stessi utenti, rimane da valutare se l’Orsa provinciale non avrebbe potuto assumersi sensatamente la responsabilità, vista la situazione venutasi a creare, di annullare lo sciopero sulla Lecco-Colico: «Se qualcuno ce l’avesse chiesto, l’avremmo fatto sicuramente - ribadisce Rusconi - Non ce l’ha chiesto nessuno. Anzi, nessuno ci ha informato di nulla. Comunque, martedì di treni garantiti ce n’erano tanti: tutti quelli dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. I pendolari hanno viaggiato regolarmente. Io stesso per partire alle 6,18 ho cominciato a preparare il mio treno alle 5 di mattina».
Rusconi sente il peso di non aver potuto, neanche se l’avesse voluto, fermare la macchina dello sciopero: «Di sicuro qui da Lecco si poteva fare poco. Non c’erano i tempi tecnici, probabilmente. Sa qual è la verità? Che ci hanno snobbato tutti. Azienda, istituzioni, anche voi giornalisti… E così quando ci sarebbe stato bisogno di fermare questo sciopero, nemmeno si sono ricordati che c’era».

l.begalli

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