Giovedì 28 Gennaio 2010

La stangata sui trasporti
peserà su tutta la Valle

La chiusura della Superstrada 36, per via della frana che si è riservata a Pino di Varenna, avrà ripercussioni su tutta l’economia della provincia di Sondrio. Dopo i timori espressi dal comparto turistico, sono gli autotrasportatori a manifestare i propri dubbi per una situazione che purtroppo si trascinerà per parecchi giorni con rallentamenti nelle consegne, ore aggiuntive di viaggio per chi è al volante e costi per le aziende.
A intervenire sono il presidente nazionale della Fai (Federazione autotrasportatori italiani), Paolo Uggé, e il presidente per la provincia di Sondrio, Matteo De Campo, entrambi molto preoccupati per le conseguenti ripercussioni.
«Di fronte ad un evento naturale che poteva sfiorare la calamità bisogna garantire la sicurezza di coloro che percorrono la strada - premette Uggè -. Non c’è dubbio, però, che la Valtellina si trova in questi giorni ad essere penalizzata nella sua intera economia, perché gli autotrasportatori sono il mezzo attraverso il quale la merce prodotta, trasformata e confezionata in Valle raggiunge i mercati italiani. Il danno sarà  - aggiunge - significativo per chi produce e per chi trasporta. Non credo che ci siano le condizioni per chiudere un aiuto straordinario allo Stato, forse la Provincia potrebbe chiedere allo Stato di valutare la possibilità di intervenire, almeno questa settimana, per sgravare le imprese dai costi che si trovano ad avere per via della situazione».
Secondo Uggé molte soluzioni non ci sono, ma un provvedimento potrebbe essere utile: «Indirizzare su vie alternative le componenti di traffico riservando al trasporto pesante un percorso protetto, avviare i collegamenti lacustri per le vetture. Servirebbe una gestione intelligente della viabilità, eliminando gli ostacoli con l’intervento di uomini, evitando che, ad esempio, chi deve fare una consegna nei negozi lungo la strada del lago si fermi creando ulteriori rallentamenti».
Matteo De Campo, presidente provinciale Fai (attiva all’interno dell’Unione commercio), calcola le conseguenze - inevitabili - dei giorni di fuoco che si prospettano per gli autotrasportatori: «L’aumento delle ore di guida, l’aumento delle classi di lista e di costi assicurativi poiché non mancheranno i piccoli incidenti durante le manovre nelle strettoie della strada del lago - afferma -. Il problema è sensibile, senza dubbio. Ogni quattro ore e mezza i camionisti sono costretti a fare una sosta, dove la faranno in questo caso? Una volta si percorreva la strada del lago, ma oggi sono cambiate le condizioni del traffico e, con il passo dell’Aprica precluso ai mezzi pesanti carichi, ci sono poche alternative per gli autotrasportatori. La nostra categoria sarà pesantemente colpita».

l.begalli

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