Sabato 23 Gennaio 2010

Un'ordinanza del Tar
blocca la cava della 38

Un’ordinanza sospensiva del Tar della Lombardia dilata i tempi per l’avvio della coltivazione della cava provvisoria del Tartano. L’intervento che prevede l’impiego del materiale presente nell’alveo del Tartano, in comune di Talamona, per i lavori della nuova statale 38 sembra non poter trovare il modo di partire. Già nei mesi scorsi era stata avanzata una proposta alternativa per la coltivazione della cava da parte di privati proprietari dei terreni del Tartano, che hanno questa facoltà concessa dalla legge quando viene dimostrata la capacità economica e la disponibilità delle attrezzature necessarie. L’ultimo ostacolo che impedisce la partenza della cava non è però legata ai progetti alternativi di coltivazione ma è legata all’ordinanza sospensiva emessa dal Tar della Lombardia a seguito del ricorso presentato da alcuni proprietari dei terreni sui cui dovranno svolgersi i lavori e che rappresentano la maggior parte di quelli interessati dalla cava. Il ricorso si è opposto alla procedura di acquisizione dei terreni in corso proprio in questi giorni da parte della Provincia che sta compiendo la fase delle emissioni di possesso per poter occupare le aree. La sospensiva ottenuta da alcuni proprietari dal Tar della Lombardia impedisce in questa fase di vedere accordata la disponibilità dei terreni e ferma di fatto l’avvio della cava.
«Per i proprietari che in questi giorni stanno accordando l’emissione in possesso - spiega il sindaco di Talamona, Italo Riva - ci sono due differenti situazioni: per alcuni lotti si prevede l’occupazione e lo sfruttamento per ricavare il materiale necessario per un tempo di due anni e mezzo, per altri l’acquisizione assumerà forma definitiva. Questi ultimi terreni sono quelli che rientrano negli spazi delle sacche previste dal progetto di messa in sicurezza del Tartano e che una volta realizzate le opere non potranno più essere utilizzati dai proprietari, come invece avverrà per i lotti della cava».

l.begalli

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