Sabato 23 Gennaio 2010

Mele, un'analisi choc:
«Si produce in perdita»

Grido d'allarme del presidente della Coldiretti di Sondrio Alberto Marsetti, che - partendo da un’analisi della raccolta - parla delle difficoltà che sta vivendo il comparto delle mele. «Favorita da un andamento climatico molto favorevole, la produzione di mele in Valtellina è stata nello scorso anno di grande pregio - dichiara il numero uno dell’associazione degli agricoltori -. Per quanto concerne la qualità, la pezzatura ed il colore sarebbe un’annata eccezionale, da incastonare negli annali dell’agricoltura  provinciale, ma purtroppo la prospettiva economica è alquanto deludente».
Il motivo è da ricercare nel divario fra il costo delle mele al consumatore (che si mantiene costante o addirittura in ascesa grazie alla buona tenuta sul mercato del prodotto mela) e al produttore (che invece tende sempre più al ribasso). «Con gli attuali prezzi i produttori di mele stanno producendo in perdita: i costi di produzione sopravanzano i ricavi e questo risultato non può che portare all’abbandono della pregiata coltivazione - mette in guardia Marsetti -. La componente “prezzo”, che è stato il volano che ha fatto espandere dagli anni Sessanta la melicoltura nella nostra provincia, oggi rischia di comprometterne la tenuta con gravi ripercussioni non soltanto per l’economia agricola».
Il presidente della Coldiretti cita qualche dato. «Lo scorso anno il prezzo più ricorrente ottenuto dai produttori è stato di 0,28 euro al chilo - spiega -. Come hanno evidenziato tanti produttori nostri associati, la sola raccolta incide per 0,10 euro, poi ci sono le operazioni colturali e la difesa sanitaria, per cui l’amara conclusione è che si è lavorato in perdita! Se invece guardiamo la vendita della mela sul mercato nazionale, vediamo che il prezzo si è mantenuto costante, se non addirittura lievemente  aumentato: è sempre più evidente la stortura  di un mercato agricolo che non remunera adeguatamente il primo anello della filiera».
Cifre alla mano, «per ogni 100 euro spesi dal consumatore finale per acquistare un prodotto agricolo della nostra terra, soltanto 17 euro (ma qui si tratta anche di meno), vanno a chi lo produce - denuncia con forza la Coldiretti -. Purtroppo questa anomalia la stiamo riscontrando per le mele, ma è così anche per il latte, per i cereali e per molti altri prodotti».
Una situazione che rischia di avere pesanti ricadute sul comparto agricolo provinciale, anche dal punto di vista occupazionale, in un momento in cui la disoccupazione in provincia si sta facendo sentire in maniera consistente per via della chiusura di importanti fabbriche. «Se non si verificherà una inversione di tendenza il rischio di abbandoni diventerà molto concreto, a cominciare dai produttori di piccoli appezzamenti» ammonisce il presidente Marsetti, che ricorda come - grazie anche all’assistenza tecnica della Fondazione Fojanini e dei tecnici delle cooperative - la coltivazione della mela in provincia è diventato un comparto importante, che contribuisce per il 20% alla produzione agricola provinciale e si espande per oltre 1000 ettari di frutteti da Sondrio a Grosotto.
«La Coldiretti - conclude il presidente - non può ignorare questa situazione e soprattutto le preoccupazioni avanzate da tanti nostri soci, per cui, come organizzazione maggiormente rappresentativa e attenta ai problemi di natura economica, intende avviare un approfondito confronto con tutta la filiera per cercare di trovare ogni possibile fattore di rilancio del comparto frutticolo provinciale». 

l.begalli

© riproduzione riservata