Mercoledì 20 Gennaio 2010

Bacino della Val di Lei:
intesa su svaso integrale

Invaso della Valle di Lei da mettere in manutenzione entro il 2013. Accordo raggiunto tra amministrazione provinciale di Sondrio, la società svizzera Kraftwerke Hinterrhein e Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio per i lavori che la società dovrà compiere nei prossimi tre anni, orientativamente nel biennio 2012-2013, e che comporteranno lo svuotamento della grande diga posta tra Italia e Svizzera. Il serbatoio, costruito all’inizio degli anni 60 in base a un accordo tra Italia e Svizzera, che contiene 200 milioni di metri cubi di acqua ed è situato in territorio italiano, sarà oggetto di interventi che comporteranno la pulizia del fondo. Necessario, quindi, lo svaso integrale. La necessità di procedere con questi interventi è stata comunicata all’amministrazione provinciale già oltre un anno fa.
A gennaio 2009 si è tenuto un primo incontro a tre presso la sede del Servizio Territoriale di Sondrio per affrontare il tema delle perdite del patrimonio ittico che un’operazione del genere comporta inevitabilmente. In quell’occasione Provincia di Sondrio e Unione Pesca Sportiva hanno invitato KHR a condividere misure preventive per ridurre la consistenza del patrimonio ittico del lago di Valle di Lei e minimizzare gli inevitabili danni che si determineranno con lo svaso del bacino artificiale. Le misure più idonee sono state, quindi, definite in una serie di incontri tecnici. Un piano di semine da effettuarsi in sei anni, in pratica, nell’arco di sei anni. Dal 2013, quando i lavori saranno conclusi, al 2018 incluso. KHR si farà carico dei costi che Unione Pesca Sportiva sopporterà per dare esecuzione al piano semine concordato. Un accordo, approvato nei giorni scorsi dalla giunta guidata dal presidente Massimo Sertori, che sembra decisamente soddisfacente sia per la provincia, che non scucirà un euro per vedere il lago artificiale tornare come prima anche dal punto di vista della fauna, sia per i pescatori valtellinese che saranno in grado di ripopolare lo specchio d’acqua, raggiungibile a piedi dall’Italia e in automobile dalla Svizzera, nel giro di qualche anno e sotto la sua supervisione diretta. Accordi chiari, soprattutto, senza il rischio di assistere a balletti e rimpalli di responsabilità. A febbraio 2013 scade, peraltro, la concessione della provincia all’Ups. Nel caso di un mancato rinnovo, l’accordo con la società idroelettrica elvetica prevede che gli accordi rimangano validi con il subentro del nuovo concessionario o, comunque, dell’amministrazione provinciale.

l.begalli

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