Giovedì 14 Gennaio 2010

Fiordi: «La crisi peserà
per una generazione»

«La crisi non è finita, anche se il momento più acuto della difficoltà sembra essere alle spalle, tuttavia la fase d’uscita e di ripresa si presenta molto lenta. Inoltre è necessario ricordare che in ogni caso essa ha "picchiato" molto meno in Italia e in Valtellina rispetto agli altri paesi. Va ricordato che questa crisi terminerà, ma i suoi effetti saranno sentiti almeno da una generazione».
Ha esordito così Miro Fiordi, direttore generale del Credito Valtellinese, ieri pomeriggio all’Unitre in occasione dell’incontro  dedicato al tema "La crisi economica e le comunità locali. Situazione e prospettiva in Valtellina". Partendo dalle condizioni delle principali economie avanzate, Fiordi è poi arrivato a delineare quella italiana e in particolare quella della provincia di Sondrio.
Per quel che riguarda la Valtellina ha mostrato come questa piccola porzione di Lombardia abbia invece evidenziato una scarsa "sensibilità provinciale" verso la situazione di difficoltà. Un comportamento in controtendenza con il resto delle province del Nord, che sono proiettate soprattutto verso l’esportazione e che negli ultimi mesi avevano dimostrato un’elevata sofferenza.
Tre gli aspetti fondamentali per cui la recessione in Valle si è sentita meno che nel resto della regione, per non parlare dell’Italia e dell’Europa: la presenza di una quota di reddito più alta per l’elevata occupazione nella pubblicazione amministrazione che fornisce introiti stabili, la presenza di piccole aziende e non di grandi complessi industriali e, infine, un fattore determinante è stato il turismo.
Vi è stata una riscoperta delle seconde case - ha commentato Fiordi - e l’estate scorsa una presenza di persone nelle località di forte interesse turistico che non si aveva dagli anni Sessanta. Questi tre fattori hanno contribuito a far sì che l’impatto da noi fosse quasi nullo».
La provincia di Sondrio rappresenta un caso unico anche per la presenza sul suo territorio di due banche, il Credito Valtellinese e la Banca Popolare di Sondrio, ai vertici nell’elenco degli istituti di credito che hanno raggiunto rilevanza nazionale.
«Altre ragioni che hanno permesso ai valtellinesi di sentire la crisi meno degli altri - ha proseguito il dirigente del Creval - è che in loro è più radicato quel buon senso tipico dell’italiano, che ha permesso di non rischiare in modo smodato come avvenuto in altri paesi».
Ma quali sono adesso le prospettive che si aprono per il futuro? «Prima di tutto - afferma Fiordi - bisogna ricordare che la Valtellina è un sistema solido che attraversa un momento difficile e ci sono alcune criticità che vanno migliorate».
Le principali enunciate da Fiordi riguardano l’integrazione completa dell’offerta turistica su tutto il territorio provinciale, lo sviluppo di infrastrutture strategiche, il miglioramento dell’apertura delle aziende verso l’esterno e l’implementazione della capacità di fare sistema.

l.begalli

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