Giovedì 14 Gennaio 2010

Buche sulle strade:
2 milioni dall'Anas

Il tam tam sulle condizioni, disastrose, delle Statali di Valtellina e Valchiavenna ha sortito un effetto. Quello di portare la questione, annosa, sul tavolo dell’Anas. Che, comunque, per inciso, aveva già nota la questione e aveva preparato un cronoprogramma per intervenire al più presto. Mettendo - e mai come in questo caso il detto calza a pennello - una pezza sulle buche.
Forse qualcosa in più, stando a quanto dichiarato ieri da Giuseppe Scanni, direttore delle relazioni esterne e rapporti istituzionali dell’Anas, in una nota inviata al nostro giornale. Eccola. «In merito all’articolo "Mobilitazione per le buche sulle strade" – a firma di Sabrina Ghelfi – pubblicato l’11 gennaio 2010 a pag. 1 del quotidiano da Lei diretto, si ritiene opportuno effettuare alcune precisazioni. A partire dalla prossima primavera saranno avviati i lavori di risanamento e rafforzamento della sovrastruttura stradale nei tratti di strada statale 38 “dello Stelvio” compresi tra il km 13,000 ed il km 35,200 e tra il km 40,700 ed il km 69,000. Il bando di gara relativo a tale lavoro è stato pubblicato lo scorso 18 dicembre in Gazzetta Ufficiale».
«L’importo posto a base di gara è di oltre 2 milioni e 270 mila euro - prosegue la nota -. L’appalto, finanziato con fondi del bilancio dell’Anas S.p.A., sarà aggiudicato con il criterio del prezzo più basso ed il termine fissato per la presentazione delle offerte è il prossimo 25 gennaio 2010. La pubblicazione del bando è stata programmata proprio in previsione dell’esecuzione dei lavori con temperature più miti, indispensabili alla realizzazione a regola d’arte delle opere. I lavori che saranno eseguiti consistono nella fresatura degli strati superficiali dell’attuale pavimentazione e nel loro rifacimento con stesa di conglomerato bituminoso (binder e tappeto di usura)».
«In ogni caso si precisa - chiude Scanni - che lungo la statale 38 l’Anas sta intervenendo, come già programmato, mediante le proprie squadre di manutenzione per provvedere alla riparazione delle buche sia con conglomerato in sacchi sia con conglomerato “a caldo”, vista l’impossibilità di intervenire con modalità differenti a causa delle basse temperature atmosferiche del periodo».

l.begalli

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