Giovedì 14 Gennaio 2010

Genitori infuriati a Livigno
per le scelte del preside

Genitori sul piede di guerra all'istituto comprensivo di Livigno a causa della dirigenza scolastica del preside del plesso Ugo Invernizzi (che due anni fa fece infuriare anche le scuole di Novate). Se nel giro di una decina di giorni non si dovessero intravedere soluzioni, non si esclude un ammutinamento di massa: le famiglie sono intenzionate a ritirare i propri figli dalla primaria e dalle medie.
In massima sintesi questo è il quadro presentato ieri alla stampa locale da un gruppo di rappresentanti dei genitori, reduci a Sondrio da un incontro con Nicola Montrone, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale.
«E’ stato molto disponile e collaborativo – ha raccontato Michela Mottini, genitore presidente del consiglio di istituto, in merito alla massima autorità scolastica del territorio – e ci ha garantito che si adopererà  per risolvere a breve questa situazione, diventata per tutti noi insopportabile». 
La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata la scelta del dirigente Invernizzi «di non seguire le procedure riguardo la valutazione di ragazzi in difficoltà, bisognosi di un sostegno, con tanto di certificazione». In particolare si punta l’indice sull’assistenza alla comunicazione, ossia di avvalersi educatori di sostegno messi a disposizione dal Comune sostenendo ogni spesa, e quindi non a carico della scuola.
 «Lo scorso anno questi educatori hanno svolto 149 ore  che il dirigente ha deciso di ridurre ora a 35» ha detto il vice sindaco Narciso Zini presente all'incontro di ieri ribadendo l’assoluta disponibilità dell’amministrazione ad intervenire come accaduto in passato, riconosciuta tra l’altro anche dallo stesso Montrone.
Aldilà della questione assistenti, lo scenario dipinto dai genitori è preoccupante. Lo scorso anno pare che un ragazzino si sia seduto sul cornicione con le gambe a penzoloni. «Se siamo arrivati a tanto è perché ci sta a cuore il benessere dei nostri figli. Questo auspichiamo: che si ritorni ad un clima sereno e che la scuola si riappropri del suo ruolo educativo e didattico» gli ha fatto eco Cusini.

a.marsetti

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