Mercoledì 13 Gennaio 2010

Anche da noi pane
invenduto buttato via

Non solo a Milano, come i mezzi di informazione a livello nazionale hanno raccontato in questi giorni, ma anche nella nostra provincia molto spesso i panettieri sono costretti a buttar via il pane avanzato e invenduto: non si conoscono le esatte proporzioni del “fenomeno”, visto che, come ci ha spiegato il presidente dell'associazione panificatori dell'Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Sondrio Remo Delle Coste, mai la questione è stata approfondita o studiata nei dettagli, ma ciò accade anche in Valtellina e Valchiavenna.
«Buttiamo via del pane – ha evidenziato proprio Delle Coste – ma sinceramente non so dire esattamente quanto. Un tempo ciò che non vendevamo lo davamo a chi aveva animali affinché fosse cibo per loro: questo accade ancora in alcuni paesi, ma comunque in maniera minore rispetto al passato. Altre volte diamo ciò che ci avanza alla Caritas o a certe comunità, ma anche per loro, dopo due giorni, il pane non è più buono e devono comunque buttarlo».
Per evitare questi sprechi, dunque, basterebbe tarare la propria produzione di pane in base alle vendite giornaliere e comunque settimanali.
Questo, però, è più difficile di quanto possa sembrare: «E' veramente complicato, quasi impossibile trovare una giusta misura – queste sempre le parole del presidente dei panificatori Remo Delle Coste – perché al giorno d'oggi la gente prende il pane dove capita, dove gli è più comodo, non lo prende più sempre dal proprio panettiere di fiducia come invece avveniva un tempo. Quindi a noi può capitare un giorno di preparare meno pane di quanto poi sia necessario e invece, il giorno successivo, di prepararne troppo e di doverlo poi buttare via. Prima tenevamo i pesi del pane preparato durante la settimana, ora però è più difficile e questo metodo non è più efficace come un tempo».
Dunque, per i panettieri e panificatori non è più così semplice programmare, se così si può dire, la loro attività e tutto questo in un contesto in cui il consumo del pane è calato: «La gente compra meno pane, questo è fuori dubbio – ha concluso il presidente dell'associazione panificatori – e anche se in molti dicono che ciò dipende dal suo prezzo, io credo che sia per il fatto che le persone hanno imparato ad acquistarlo secondo le loro reali esigenze. Nonostante ciò, comunque, tanti privati secondo me, buttano ancora via molto pane». 

l.begalli

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