Mercoledì 13 Gennaio 2010

Casa di riposo di Bormio:
se ne va un altro consigliere

La casa di riposo “Villa del Sorriso” di Bormio di nuovo sotto i riflettori. A sorpresa, lunedì sera in consiglio comunale si è infatti tornato a parlare del progetto di adeguamento della struttura esistente, decisione intrapresa dopo un lungo dibattito in paese e tra le file del consiglio comunale e che fa seguito ad una prima ipotesi, ovvero quella - tanto contestata - della realizzazione di una nuova struttura in zona Agoi. L’argomento non era all’ordine del giorno ma a far scattare il dibattito è stata un’interrogazione urgente presentata dal gruppo di minoranza “Un Futuro per Bormio” che ha preso avvio da altre dimissioni eccellenti, vale a dire Aurelio De Zolt, che ha dato le dimissioni il 3 dicembre a poco più di un mese dalla sua nomina avvenuta con provvedimento del sindaco in data 15 ottobre.
La minoranza, appena saputo dell’accaduto, ha voluto presentare un’interrogazione urgente nella quale ha riportato integralmente la lettera di dimissioni di De Zolt. «Valutata - ha scritto al sindaco e al presidente della casa di riposo Arnaldo Bortolotti - la situazione in corso ed accorgendomi di non essere considerato consigliere ma un numero, avendo richiesto una trasparenza e una collaborazione sincera, venendo a mancare la cosa più importante, lo scopo della mia presenza è venuta a mancare e pertanto la decisione presa è irrevocabile».
«Si tratta - ha sottolineato la Fumagalli - di motivazioni non gravi ma gravissime. In effetti ci saremmo aspettati che il sindaco ponesse l’argomento all’ordine del giorno del consiglio comunale dando tempestive spiegazioni sia sulle continue defezioni dei consiglieri della fondazione, sia sulla gestione della stessa». Le dimissioni di De Zolt fanno infatti seguito a quelle dei consiglieri Sassu, Giulio Massa e Marco Giacomelli, tutte “defezioni” che hanno preso avvio dalla questione relativa a una nuova localizzazione per la casa di riposo o alla riqualificazione dell’esistente, scelta ora intrapresa dal cda della casa di riposo. Il sindaco Elisabetta Ferro Tradati, dopo aver sottolineato la trasparenza degli atti del consiglio di amministrazione della fondazione, si è riservata di approfondire le questioni poste dall’interrogazione prima di dare una risposta.
«Sulla casa di riposo - ha tenuto a sottolineare - siamo stati capaci di rivedere le nostre posizioni. A fronte della contrarietà della maggioranza della popolazione abbiamo optato per la riqualificazione della struttura esistente. Per rispondere a quest’interrogazione devo documentarmi con precisione anche visto il tenore della stessa. Ribadisco la trasparenza dell’operato del cda». Riguardo ai rilievi di fatto mossi al sindaco dal presidente della casa di riposo Arnaldo Bortolotti e contenuti in un verbale riportato dalla minoranza in consiglio, - ovvero il fatto che il sindaco avesse cambiato rotta ed optato per la ristrutturazione senza comunicare nulla al cda, un consiglio quindi non autonomo nelle proprie scelte - il primo cittadino ha sottolineato di averlo fatto «dopo aver ascoltato i cittadini ed inoltre è chiaro che, quando viene dato un input dalla maggioranza dell’amministrazione, il cda deve agire di conseguenza. E’ chiaro che non penalizzeremo gli ospiti durante i lavori, che cercheremo di limitare i disagi e che, se servirà, daremo agli anziani una giusta collocazione durante la fase delle opere».
Sempre in tema di casa di riposo, poche ore prima del consiglio comunale di lunedì sera i consiglieri del gruppo di minoranza “Un Futuro per Bormio” si sono recati alla casa di riposo “Villa del Sorriso” per chiedere alcuni documenti relativi all’iter seguito finora dal consiglio di amministrazione e alle scelte maturate in questi mesi. Con estrema disponibilità - come hanno evidenziato gli stessi Monica Fumagalli e Michele Magatelli in consiglio comunale - hanno ricevuto una serie di documenti che « però  - hanno rilevato -  non hanno fatto altro che accentuare le nostre preoccupazioni».
E sono tanti i quesiti che l’opposizione ha posto attraverso l’interrogazione urgente presentata a sorpresa lunedì sera in consiglio comunale. «In primis - hanno sottolineato - ci riferiamo alle procedure per l’aggiudicazione del primo lotto di lavori di ristrutturazione, riguardanti lo stabile esistente, lavori appaltati alla ditta Costruzioni Dei Cas s.r.l., senza una idonea procedura di gara e comunque in totale spregio ad ogni procedura perlomeno comparativa. Si è infatti provveduto all’analisi di due soli preventivi, peraltro non completi. Come se non bastasse poi si è provveduto ad aggiudicare solo i lavori di demolizione e ricostruzione delle opere murarie, senza prevedere e di fatto rinviando tutte le opere di impianti, servizi, idrauliche e quant’altro. Tutti possono ben comprendere la sterilità di tale decisione con conseguente rimpallo tra le ditte che effettueranno i lavori».
Ma non è tutto. Sotto accusa, da parte dell’opposizione, anche «il pagamento - questo il testo esatto dell’interrogazione - di quota parte delle competenze del progettista dell’ipotesi di Rsa di via Agoi, per euro 20.000 nella persona dell’ingegner Adelio Canclini, su espresso invito del sindaco come si evince - ha sottolineato la Fumagalli - dal verbale del consiglio di amministrazione della Villa Sorriso del 7 ottobre scorso». «Mi fa piacere - ha replicato il primo cittadino Elisabetta Ferro Tradati - che sia stata confermata, anche da parte della minoranza, la totale trasparenza del cda della casa di riposo. Mi riservo di andare a rileggere la lettera che voi citate. Ricordo, come già dichiarato più volte, che la maggioranza dell’amministrazione in un primo momento aveva giudicato con favore l’ipotesi di una nuova realizzazione della casa di riposo in zona Agoi. A fronte della contrarietà della maggioranza dei cittadini siamo stati anche capaci di fare un passo indietro, di rivedere le nostre posizioni: tutto qui. Tutto è documentato e protocollato».
Il consigliere Franco Secchi ha avanzato l’ipotesi di una «terza via per la casa di riposo, non quella nuova in via Agoi ma un’altra ipotesi da studiare ed approfondire magari in una commissione paritetica con la minoranza». Il consigliere Enrico Pozzi ha ricordato la sua raccolta firme contro l’ipotesi di via Agoi sottolineando che non «si trattava di un atto contro qualcuno o qualcosa ma per il bene di Bormio e dei suoi anziani. Ho interpretato le esigenze della gente e ho avuto ragione».
L’assessore Cardelio Pedrana ha parlato, riguardo alla casa di riposo, di una vicenda chiusa: «Ci sono altri problemi a Bormio ed occorre guardare anche al rilancio socio-economico; su questo concordo col consigliere Secchi che ci potrebbe essere anche una terza via».

l.begalli

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