Martedì 12 Gennaio 2010

Lo Sci Cai di Tirano
gestirà la pista di Trivigno

Sarà ancora lo Sci Cai Tirano a gestire la pista di fondo di Trivigno con una convenzione da poco rinnovata e che vede come elemento di novità un nutrito pacchetto di fondi stanziati da Comune e Comunità montana e validità triennale. Ma c’è ancora da fare per una migliore efficienza della pista della frazione montana: servizi igienici, una struttura confortevole da adibire a spogliatoio e la sistemazione dei parcheggi.
Pur evidenziando l’impegno di Comune e Cm, l’associazione sportiva di Tirano non manca di illustrare le problematiche della pista di Trivigno, «di cui ci si ricorda – dice Luca Panizza dello Sci Cai – solo quando quella di Pian Gembro è chiusa perché essendo a quota più bassa (1300 metri contro i 1880 di Trivigno) ha maggiori difficoltà di innevamento».
Panizza nota «una maggiore disponibilità degli enti nei nostri confronti e siamo molto contenti che si stia stipulata la convenzione triennale che dà una certa garanzia di continuità nella gestione dell’anello, anche quest’anno di 4 chilometri, ma bisogna risolvere in modo convinto anche altre questioni».
Ed elenca quali: «Innanzitutto uno spogliatoio decoroso per chi viene a sciare, qualcosa di sobrio senza interventi invasivi a Trivigno, servizi igienici e la sistemazione dei parcheggi. Questi ultimi si trovano su un prato che, a seconda delle condizioni climatiche, diventa ghiaccio o pantano. Basterebbe pavimentarli in qualche modo». Per la stagione sciistica, che a Trivigno è partita il 6 dicembre con la prima battitura dell’anello, è stata collocata una struttura adibita in parte a spogliatoio, ma è piccola e poco confortevole e non ha i servizi igienici.
Garantisce l’impegno del Comune di Tirano l’assessore allo Sport, Francesco Saligari, che però chiede un po’ di pazienza. «Bisogna andare per gradi – risponde -. La validità triennale della convenzione è stata l’amministrazione comunale a volerla e la stessa pista gratuita è stata creata per offrire attività sportiva. L’anello si trova in mezzo ad una zona soggetta a tutela e non è facile intervenire. Un’ipotesi potrebbe essere quella di chiedere in affitto la ex colonia, ora di proprietà di un privato, ma siamo ancora in fase di valutazione».
Più piccata la risposta dell’assessore al Turismo della Cm, Dino Negri che dice: «La pista di fondo di Pian Gembro è promossa dalla Cm che l’ha data in affidamento ai gestori del rifugio, ma ci costa annualmente 5/6mila euro contro i 20mila euro di quella di Trivigno, di cui 13.500 a carico del nostro ente. Il Comune di Aprica e i ristori spendono 3mila euro per portare la gente a Pian Gembro. Inoltre vorrei ricordare che anche a Pian Gembro non c’è uno spogliatoio e che la struttura presente è stata realizzata in funzione della riserva naturale e non della pista».

l.begalli

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