Martedì 12 Gennaio 2010

Per l'occupazione
brividi da rientro

«Finora le forze sociali, economiche ed istituzionali hanno prodotto una "fotografia" della crisi. Oggi bisogna intervenire evitando i licenziamenti e tutelando chi perderà il posto di lavoro. Senza dimenticare gli investimenti nella green economy e nel turismo». Non sono tranquilli i rappresentanti dei lavoratori nella prima settimana di lavoro post-ferie, come dimostrano le parole del segretario generale della Cgil Giocondo Cerri. Nelle fabbriche si continua a respirare un’aria difficile. Basti pensare al settore metalmeccanico, dove alla permanenza della cassa integrazione ordinaria a rotazione in quasi tutte le realtà si affianca la recente sigla di nuovi accordi per aziende come la Ring Mill (ultima della lista con cig a rotazione da ieri per duecento dipendenti, in una situazione comunque solida) e la mobilità per una parte dei lavoratori di altre fabbriche.
Nel periodo compreso fra gennaio e novembre del 2009 sono state 844 mila le ore di cassa integrazione ordinaria fra industria (545 mila) e costruzioni (300 mila). C’è stata una crescita complessiva del 223% (+854% nelle fabbriche e 46% nei cantieri) rispetto al 2008. E’ la percentuale più bassa fra le undici realtà provinciali prese in esame. Ma non va dimenticata la cassa straordinaria, segnale di una situazione sempre più grave. Le ore di cigs sono state 300 mila: si registra un +187%, il dato più basso insieme a Bergamo. L’incremento lombardo è del 681% per la cigo e del  303 per la cigs, con un +500% complessivo. Sondrio “si ferma” a un +212%.
«Emerge - spiega Cerri - che diverse aziende intendono riparametrare la produzione e di conseguenza i livelli occupazionali sulla base della produzione degli ultimi mesi, caratterizzata da un calo del 20-30 %». La ricetta della Cgil è incentrata su alcuni punti molto chiari. «In primo luogo è fondamentale evitare i licenziamenti, perché quando ci sarà la ripresa il sostegno della manodopera qualificata sarà fondamentale - aggiunge -. Siamo consapevoli del fatto che i licenziamenti si potranno contenere, ma non evitare del tutto. Bisogna quindi mettere in campo una rete di protezione sociale per evitare che le persone licenziate precipitino in situazioni disperate. Oggi la mobilità non è più sufficiente per trovare un lavoro. I tavoli di monitoraggio devono diventare luoghi di intervento e proposta, con il coinvolgimento di tutti gli attori presenti in provincia».  
Non ci sono settori lontani dalla crisi, ma alcuni comparti possono fare registrare la necessità di manodopera. «E’ il caso delle strutture per anziani, in funzione delle quali si deve promuovere una formazione specifica, oppure del settore forestale. In questo caso la piccola e vicina Val Poschiavo si insegna come trasformare l’ambiente in risorsa. Ci aspettiamo dal governo interventi importanti per la ricerca nella “green economy”». Ma Cerri guarda con attenzione soprattutto al turismo. «A livello provinciale serve un impegno concreto per garantire in questo settore  occupazione di qualità, opportunità interessanti anche per i valtellinesi e i valchiavennaschi».

l.begalli

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