Lunedì 11 Gennaio 2010

«Impossibile da pulire
il Sentiero Valtellina»

Per la Comunità montana il Sentiero Valtellina è una priorità, e la richiesta di poter usufruire del percorso tutto l’anno è legittima, ma costi e rischi dell’apertura invernale sarebbero eccessivi. In somma sintesi, così il presidente della Comunità montana di Sondrio Tiziano Maffezzini risponde – in una nota – ai “runner” della zona che nei giorni scorsi avevano segnalato l’inagibilità per neve del percorso, lanciando un appello all’ente affinché garantisca la fruibilità della pista anche nei mesi invernali. «Occorre rimarcare – scrive Maffezzini - che la scelta di chiusura dal mese di novembre al mese di marzo è stata adottata fin dal 2005 sia da questo ente in qualità di proprietario, sia dai Comuni interessati, per scongiurare agli utenti i pericoli legati al freddo invernale, con la presenza di brina, la formazione di ghiaccio, l’accumulo di neve, la pericolosità derivante dal distacco di rami a causa della neve e del gelo dagli alberi lungo il sentiero, in una zona del versante orobico dalle particolari condizioni climatiche legate all’assenza di sole per lunghi periodi».
Il problema insomma non è legato tanto alle eventuali nevicate, quanto alla situazione complessiva, e quindi per garantire l’apertura secondo Maffezzini non basterebbero certo gli interventi di sgombero neve: «Pur considerando legittime le richieste degli appassionati della corsa – prosegue la nota del presidente -, il costo del mantenimento in esercizio anche in inverno del sentiero, che deve essere garantito agli utenti in tutta sicurezza (non è sufficiente sgomberarlo dalla neve ma necessiterebbe di spargimento di sabbia e sale per evitare la ancor più pericolosa formazione di ghiaccio ed una conseguente vigilanza continuativa) sarebbe molto elevato e la fruizione comunque minima. Altresì la situazione economica attuale non consente di sostenerne i costi, stante anche le molteplici altre priorità che l’ente persegue nell’esercizio delle proprie funzioni che vorrebbero essere allargate ai servizi ai Comuni».
Per il momento, insomma, il regolamento resterà com’è, anche se «non si esclude comunque a priori che in futuro – rimarca Maffezzini -, una volta completata la realizzazione dell’opera sull’intero territorio comprensoriale, possano essere programmati anche altri e diversi interventi di gestione, volti ad una sempre maggiore valorizzazione del sentiero e al miglioramento della sua fruibilità».
Resta il fatto, ricorda il presidente, che questa struttura per la Cm è «uno degli obiettivi primari», tant’è che l’ente si è impegnato per il miglioramento del sentiero «con la realizzazione di nuovi tratti, con particolare riferimento a quello in corso di realizzazione verso il confine col Comune di Colorina, nonché alla risoluzione delle criticità presenti, quali ad esempio l’attraversamento del fiume Adda con la nuova passerella e la sistemazione dei nodi critici di intersezione con la viabilità ordinaria e dei punti di accesso al sentiero. A ciò si aggiungono gli interventi mirati all’ordinaria gestione ed alla messa in sicurezza del tracciato, per i quali preme rimarcare l’evidente sforzo dalla Comunità montana per garantire, durante il periodo di apertura, l’adeguata manutenzione del Sentiero e delle sue pertinenze attraverso una squadra operai».

l.begalli

© riproduzione riservata