Lunedì 11 Gennaio 2010

«Le stalattiti di ghiaccio
sono come ghigliottine»

«Le stalattiti di ghiaccio sono come ghigliottine per chi viaggia sulla 36». La denuncia arriva dal Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Secondo il presidente Marco Maria Donzelli lungo la Statale 36, nelle gallerie tra Lecco e Colico, ci sono pericolosissime stalattiti, lunghe fino a un metro, che pendono sulla testa di automobilisti e motociclisti costretti a passarci sotto. Una situazione di emergenza che mette a repentaglio la vita di molte persone che, in questi giorni, percorrono quella strada.
«Altro che sassi dal cavalcavia – dice Donzelli -. Si tratta di pesantissime ghigliottine pronte a scattare da un momento all’altro. E’ il colmo che a segnalare questa situazione rischiosa debbano essere gli automobilisti preoccupati e che, invece, chi è preposto ai controlli sulla sicurezza delle nostre strade non si sia accorto di nulla». Il Codacons chiede che le stalattiti siano immediatamente rimosse, proprio come era avvenuto qualche settimana fa all’altezza di Mandello grazie all’intervento di alcune squadre di operai e della Polstrada. Ma non ci sono soltanto le gallerie del Lario a preoccupare gli automobilisti in viaggio sulla 36 per le stalattiti. Anche in Val San Giacomo, nel tratto di statale che porta verso il passo dello Spluga, in inverno si assiste alla presenza di questo fenomeno in più punti, in particolare nelle gallerie di Conoia. In più occasioni turisti e valchiavennaschi hanno protestato. In caso di caduta di un blocco di ghiaccio appuntito su un mezzo in transito le conseguenze possono essere devastanti. Al tempo stesso le operazioni di rimozione sono relativamente semplici: secondo quanto si è osservato in occasione degli ultimi interventi possono bastare dei lunghi bastoni e una buona dose di prudenza nel corso delle manovre
Secondo l’organizzazione dei consumatori, purtroppo le gallerie lungo la Lecco-Colico non sono tra le migliori d’Italia. «Se a questo aggiungiamo che il nostro paese è la maglia nera d’Europa in tema di sicurezza dei tunnel, sia in termini di potenziale di rischio  - caratteristiche che aumentano la probabilità che si verifichi un incendio, come la densità di traffico, la quota dei veicoli pesanti e il passaggio di merce pericolosa - che di potenziale di sicurezza – legato alle dotazioni presenti in galleria, come gli impianti di illuminazione, di ventilazione, sistemi antincendio, sistemi di controllo del traffico e piani di emergenza predisposti - , ecco che il quadro si completa in modo preoccupante. In pratica non c’è alcuna galleria italiana che abbia tutti i sistemi di sicurezza che oggi la tecnologia offre».

l.begalli

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