Lunedì 11 Gennaio 2010

<Si chiama Valtellina
per una vongola>

«Valle della tellina – il mollusco bivalve fossile tanto comune nella zona – questo il significato di Valtellina…». Se fosse uno scherzo, verrebbe da ridere. Invece, è proprio questo che si legge sul nuovo – e serissimo - portale del turismo del Comune di Milano (www.turismo.comune.milano.it), realizzato per “lanciare” la città in vista di Expo 2015. Peccato che finora, almeno per quanto riguarda la Valtellina, abbia “lanciato” una grossa bufala.
«Affermare che il nome Valtellina derivi da “Valle della tellina” è una vera panzana, che disonora la nostra Valle e la nostra cultura» la stroncatura di Gianluigi Garbellini, studioso esperto di storia locale e autore del volume “Tellina Vallis. Teglio e la sua castellanza. Appunti di storia valtellinese antica e medievale”, edito nel 1991 dalla Tipografia Poletti, che dedica un intero capitolo alle origini del termine. «Ormai da tutti gli studiosi di storia e di toponomastica è pacificamente accolto come dato inconfutabile che il nome della valle dell’Adda derivi dal latino curiale, riscontrabile in tanti documenti medievali e molto spesso in quelli dei secoli successivi: Vallis Tellina o unito Vallistellina, che significa Valle di Teglio. L’aggettivazione di Teglio è tuttora “tellino/a”. Potremmo citare, a titolo di esempio, il documento del 775 di Carlo Magno, dove si legge: “...qui dicitur Longobardia vel Vallis Tellina” o il documento di Lotario dell’824 che riporta “In Valle Tellina”».

r.carugo

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