Mercoledì 06 Gennaio 2010

Partita delle acque:
la posizione della Cisl

Le "nostre" acque: un tema che ha chiuso il 2009 e, inevitabilmente, apre anche il 2010. Sull’argomento abbiamo ricevuto un’ampia serie di considerazioni del segretario provinciale della Csil, Daniele Tavasci. Ecco il pensiero del sindacato.

La stavamo aspettando da qualche tempo. Parliamo della convocazione, da parte della presidenza della Provincia, per la costituzione del Comitato Istituzionale per le Acque che puntualmente il 14 dicembre 2009 è arrivata. La partenza è sicuramente stata delle migliori. Come titolava qualche giornale è stato un en plein, tutte le istituzioni e le principali rappresentanze della società civile della provincia erano presenti.
Noi eravamo presenti convintamente ed abbiamo apprezzato, oltre alla illustrazione di tutti i dati che sono stati forniti, anche la sobrietà e la determinazione con cui il nostro presidente della Provincia ha indicato l’obiettivo del comitato: "comparternariato" cioè la partecipazione degli enti pubblici del territorio alla gestione delle concessioni e quindi anche alla ripartizione degli utili.
La presenza del presidente della Commissione Bilancio della Camera, l’on. Giorgietti, e le sue affermazioni in merito al "federalismo demaniale, in arrivo, che ci consentirà di far valere le ragioni del nostro territorio" e ancora " c’è lo spazio per un percorso verso una società mista pubblico-privato con un ruolo dei territori" incoraggiano e rafforzano l’alleanza territoriale.
Il giorno dopo la stampa ha dato risalto alla iniziativa ma per la verità neanche troppo. Non sono seguiti i commenti positivi di sostegno che ci si poteva aspettare come era avvenuto nella estate scorsa prima e dopo la delibera,di pari oggetto, votata all’unanimità del Consiglio Provinciale. Solo nei giorni successivi al Natale il consigliere regionale Bordoni con una nota, opportuna, ha espresso la sua piena condivisione sulla questione chiarendo ogni dubbio anche rispetto ad un suo precedente intervento.
Decidiamo di intervenire perché vogliamo fugare un piccolo dubbio che  potrebbe rimanere rileggendo la stampa del giorno dopo la costituzione del comitato.
Unico commento, riportato sulla stampa, non della presidenza provinciale e o degli invitati al "tavolo dei relatori" è stato quello dello IAPS per bocca di Sandro Sozzani. Voglio qui precisare che abbiamo condiviso e sostenuto le posizioni del’intergruppo e tuttora le sosteniamo appieno.
Nel suo commento Sozzani però oltre ad evidenziare le difficoltà relative alla partita si porta avanti e dice che va tenuto pronto un "piano B",  cioè un "piano di riserva"? Noi crediamo però che il percorso da compiere sia davvero difficile, ed è per questo che va preservata l’unitarietà d’intento che si è raggiunta. Questa è una battaglia di quelle storiche che vale il futuro della gran parte della nostra economia provinciale e del benessere non solo dei nostri figli ma anche dei nostri nipoti. Ed essendo una battaglia storica non può essere affrontata con lo sguardo all’oggi ma va guardata pensando ai prossimi 30/40 anni e a ciò che in questi anni potremo costruire per il nostro ambiente locale.
Certamente durante il percorso ci saranno delle tappe intermedie da effettuare  ma su una partita cosi rilevante non ci possono essere due obiettivi, quello principe e quello di riserva.
Qualcuno ci potrebbe ricordare (io non lo farò) che questo è argomento aperto da sempre, da quando esiste l’idroelettrico, certamente è argomento di questo ultimo quarto di secolo ed in questo periodo la Cisl è sempre stata davanti fra i sostenitori di questa battaglia. Per noi questa è una battaglia che o viene vinta o non va abbandonata mai. 
I numeri che il presidente Sertori ha illustrato dicono che il nostro territorio, in tema di produzione di energia idroelettrica, contribuisce da solo per il 13% nazionale. Per altro l’energia idroelettrica è un bene sempre più prezioso perché fa parte di quelle produzioni energetiche pulite che tanto servono al mondo intero.
È su questi due versanti che dobbiamo far valere le nostre prerogative, quantità e qualità del bene che produciamo oltre che il disagio territoriale che subiamo e la conformazione geografica che rappresentiamo.
Può darsi, e lo sappiamo, che siamo un po’ in ritardo ma ci stiamo convincendo tutti assieme che la partita ha ancora la possibilità di essere giocata per vincerla perciò dobbiamo farla fino in fondo e tutti assieme.
Oso dire che se non raggiungessimo questo obiettivo in Italia si creerebbe una situazione di cittadini di serie A e cittadini di serie B fra coloro che, a pari condizioni territoriali, territori interamente montani tal uni potranno beneficiare di determinate risorse che altri non potranno avere. Certo chi potrà beneficiare di una opportunità come quella che anche noi vogliamo sono in primis le provincie di Trento e Bolzano dalle quali noi stiamo mutuando il percorso.
Sappiamo che queste sono regioni a statuto speciale ed è per questo che oggi queste hanno già le condizioni di legge che consentono loro di percorrere  questa strada mentre invece noi dovremo combattere duramente per  avere le medesime opportunità in materia.
Non mi voglio addentrare e mi limito ad un accenno, perché il ragionamento diventerebbe lungo oltre che con un risultato oggi indefinibile, ma le ragioni per cui queste Regioni beneficiano di uno statuto speciale  derivano dalla storia d’Italia. Una storia che, se crediamo nell’irreversibilità del processo di creazione di uno "Stato Europeo", è destinata a compiersi e  a concludersi per le ragioni che l’hanno prodotta.
Rimangono invece molte ragioni per cui i territori interamente montani come i nostri possono giustamente rivendicare condizioni particolari.
Questa condizione di particolarità dei territori che vivono il "disagio" di essere interamente montani è una condizione che viene riconosciuta anche in altri stati della Cee e pertanto è una condizione che noi dobbiamo far valere e tenere alta.
Per noi che offriamo oltre il 90% delle nostre acque alla produzione idroelettrica, che vale più del  13% della nazione, quale argomento migliore?
Pertanto noi chiediamo al presidente Sertori di continuare con determinazione ed orgoglio a rappresentare il territorio valtellinese e valchiavennasco e le sue genti in questa battaglia che vogliamo vincere. Il movimento sindacale in questa battaglia vuole esserci e contare. La Cisl, ma certamente tutto il sindacato, per questo obiettivo si è battuto in passato e non esiterà a mobilitare e mobilitarsi se ve ne sarà il bisogno.

l.begalli

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