Giovedì 07 Gennaio 2010

Sicurezza del conoide:
Talamona alza la voce

La cava del Tartano per le opere della nuova statale 38 partirà a breve e dalla minoranza di Talamona arriva la richiesta affinché «si porti avanti l’appalto per la messa in sicurezza del conoide fermo ormai da troppo tempo». Il capogruppo all’opposizione, Ugo Luzzi, ha portato all’attenzione della giunta la questione dopo che «è stato pubblicato dalla Provincia l’esproprio dei terreni che darà il via ai lavori della cava di prestito.
L’intervento prevede il prelievo dal Tartano di una quantità di materiale di oltre un milione e mezzo di metri cubi di inerti. Questi lavori creeranno di fatto una voragine che si aprirà nel Tartano e per questo vorremmo avere garanzie che sia celere anche l’iter di appalto dell’intervento previsto dal progetto Franzetti. Si tratta di opere di messa in sicurezza da tempo approvate – ha sostenuto in consiglio comunale il consigliere all’opposizione, Ugo Luzzi – ma ancora in attesa della pubblicazione del bando che riteniamo ora necessario visti anche i lavori per la cava provvisoria che potrebbero creare ancora maggiore pericolo in caso di calamità». Il sindaco, Italo Riva ha comunicato la previsione a breve di un incontro in Provincia per discutere del Tartano e chiedere conto anche della procedura per l’appalto dei lavori di messa in sicurezza.  L’intervento previsto dal progetto Franzetti, elaborato a seguito dell’alluvione del 1987, ammonta complessivamente a 60 milioni di euro. Uno stralcio di circa 8 milioni di euro sembra da anni prossimo all’appalto, senza però che si sblocchi la procedura da parte della Provincia, titolare dell’appalto.

l.begalli

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