Mercoledì 06 Gennaio 2010

Oberti: «Ma le rotonde
sono proprio così sicure?»

Il tiranese Paolo Oberti, ex deputato nelle fila di Forza Italia ed ex consigliere comunale, imprenditore nel settore dell'autotrasporto e quindi grande conoscitore della viabilità locale, ha inviato una riflessione sulla proliferazione delle rotonde nel territorio provinciale.
«Titolava una famosa canzone di Fred Bongusto del 1964: "Una rotonda sul mare"… Quanti ricordi e quanti sogni ad occhi aperti! Quelle di oggi, invece, più che sogni generano incubi. Almeno tra gli addetti ai lavori, ovvero camionisti, padroncini e aziende di trasporto.
Solo lungo la statale 38 da Colico a Tirano di rotonde ce ne sono 12. Poche meno sulla 36. Della loro (in)utilità si è già occupato anche su queste colonne anche l’ex sottosegretario ai trasporti Paolo Uggè, oggi presidente della Fai, che del settore se ne intende visto che da decenni è il portavoce di autotrasportatori e padroncini.
L’ultima realizzata in ordine di tempo è quella all’ingresso di Tirano, all’altezza del bivio che porta alla zona industriale. Ma era davvero necessaria, viene da chiedersi?
Non è che anziché mettere in sicurezza la viabilità (perché di solito è con questo spirito che vengono progettate e realizzate) questa rotatoria rischia di creare problemi al traffico e di traffico?
Domande più che lecite visto che il viale di accesso alla città abduana non è certo noto per la sua pericolosità, visto che gli incidenti che si sono verificati sono davvero pochi e - per fortuna - non hanno mai causato vittime, complice anche la presenza della terza corsia che consentiva di immettersi sulla statale dalla zona artigianale in tutta tranquillità.
Le rotonde hanno sì il merito di rallentare la velocità delle auto (ma ci sono altri metodi se questo era lo scopo che si voleva ottenere, no?) ma costringono imprenditori e addetti ai lavori a farsi carico di un aggravio di costi.
Ma come può una rotonda incidere sul portafogli di una ditta?
Semplice. Provate a pensare cosa significa percorrere una rotonda con un mezzo pesante! Provate a pensare alle sollecitazioni esercitate sul carico (alcune rotonde sono come un tornate!!). Tutto questo si traduce in maggiori costi di imballo dei prodotti per le ditte che spediscono, di maggior numero di carichi condizionati a destino con conseguenti problemi e costi emergenti per le ditte che ricevono la merce e scaricano i bancali, senza contare le maggior spese di manutenzione dei mezzi per gli autotrasportatori (usura degli pneumatici compresa).
Insomma, ci perdono (economicamente) tutti. Eppure chi progetta e ipotizza rotonda sembra non farci caso. O non saperlo.
Molti paesi dell’Unione Europea fanno pressione per allungare la misura massima degli articolati per diminuire la presenza di tir sulle strade. Ebbene, immaginiamo cosa potrebbe accadere se davvero i camion fossero più lunghi ! riusciranno a transitare in alcune delle rotonde realizzate lungo le statali 36 e 38?
Certo si potrebbero rifare (com’è il detto? "Fa e desfà l’è tutt laurà"?)
E da ultimo - ma non da ultimo - due parole sulla questione sicurezza, tanto sbandierata da tutti, in primis dagli enti che "investono" soldi pubblici nella costruzione di rotonde.
Pensiamo alla neve - siamo nella stagione giusta, del resto, no? -… Cosa potrebbe capitare se un camion perde il controllo e finisce di traverso su una rotonda? Se dovesse capitare allora sì che il rischio di disagi al traffico sarebbe elevato e così la rotonda da panacea di tutti i mali della strada finirebbe sul banco degli imputati…
Che dire: auguriamoci che la neve arrivi solo in quota e risparmi il fondovalle dove potremo sempre consolarci cantando "una rotonda sul mare…"».

l.begalli

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