Lunedì 04 Gennaio 2010

In cella quasi un giovane
al giorno per la droga

Un bollettino di guerra. Una lotta che ottiene importanti risultati ma che si svolge su una scala sempre più vasta. Il mese di dicembre del 2009 è destinato a passare alla storia per l’imponente offensiva delle forze dell’ordine sul fronte droga. Soltanto con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, in 31 giorni polizia e carabinieri hanno arrestato 22 persone. Due arresti ogni tre giorni. Un ritmo incredibile, specie se rapportato alle statistiche degli ultimi anni. Nei 12 mesi dal maggio 2008 al maggio 2009 (il periodo preso in esame dalla polizia in occasione della ricorrenza per la fondazione del corpo) gli agenti della questura di Sondrio avevano effettuato un numero di arresti per droga leggermente inferiore: 21. Quasi altrettanti erano stati quelli dei carabinieri. Il dato comunque si commenta da solo: in un solo mese sono finite in manette per droga più persone che negli ultimi sei mesi.
A farla da padrone è quasi sempre l’eroina: a circa il 70% dei giovani arrestati è stata sequestrata un po’ di questa sostanza. Ma sono sempre di più anche gli arresti per la cocaina, i più difficili per le forze dell’ordine. Il perché lo hanno spiegato in diverse occasioni gli stessi vertici di polizia e carabinieri: nella maggior parte dei casi lo spacciatore locale di eroina è a sua volta un tossicodipendente, spesso legato ai soliti giri di persone ben conosciute e costretto a vendere alcune dosi di droga per pagarsi quelle destinate all’uso personale; chi spaccia cocaina invece è meno facilmente individuabile, anche soltanto per il fatto che quasi sempre è ben inserito nel tessuto sociale della realtà in cui vive.
Ecco perché l’allarme è altissimo per tutti i tipi di sostanze stupefacenti. In un’intervista rilasciata a questo giornale a fine novembre, il questore Michelangelo Barbato lo aveva detto a chiare lettere: la droga è uno dei principali problemi di ordine pubblico della provincia e per contrastarne la diffusione la polizia deve ricorrere a tutta l’esperienza degli uomini della squadra mobile e la perfetta conoscenza del territorio mostrata in diverse occasioni dagli agenti della volante. Nei due mesi precedenti, a ottobre e novembre, c’erano già stati 8 arresti, ma l’ulteriore giro di vite era già nell’aria.
A tutto questo si devono aggiungere le operazioni messe a segno dai carabinieri del comandante provinciale Pierluigi Gabrielli, capaci di assestare alcuni duri colpi alla circolazione degli stupefacenti soprattutto nelle piazze del Tiranese e della zona di Morbegno. Proprio l’elevato numero degli arresti sembra essere l’elemento maggiormente rassicurante per l’opinione pubblica: la reazione delle forze dell’ordine c’è, ma comincia a farsi strada la preoccupazione che la semplice repressione non basti più ad arginare la piaga.
Anche perché l’esplosione del fenomeno è direttamente correlato alla progressiva diminuzione dell’età degli indagati. Raramente tra gli arrestati o i denunciati per spaccio figurano persone con più di 30 anni.

l.begalli

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