Lunedì 04 Gennaio 2010

Il sostegno alla Riri
diventa una caso

Scoppia una caso a Tirano sul sostegno comunale a un'azienda con la finalità di rendere più solido il polo produttivo e quindi le prospettive occupazionali. Con una delibera approvata lo scorso 23 dicembre, la giunta comunale di Tirano ha deciso di far fronte alla crisi economica applicando un canone ridotto di affitto su un capannone industriale di sua proprietà in uso alla ditta Riri, per «motivi socio-occupazionali». Un’iniziativa inedita di sostegno all’industria locale, che tuttavia non ha mancato di sollevare qualche questione, soprattutto in merito alla legittimità del provvedimento. Ma parrtiamo dall'inizio. Per fare fronte alla crisi occupazionale nel Tiranese, aggravata dall’entrata in mobilità degli operai della Cartiera dopo 18 mesi di cassa integrazione, prima di Natale la giunta comunale guidata dal sindaco Pietro Del Simone ha deliberato la riduzione del canone di affitto su un capannone occupato in zona industriale dalla ditta Riri, abbassando l’importo da 76.750 euro a 57.500 euro l’anno. La decisione è stata motivata con l’interesse dell’ente pubblico a promuovere lo sviluppo socio-economico della realtà tiranese e l’occupazione locale.
In seguito ai contatti intercorsi tra la proprietà e il Comune, «il gruppo Riri ha deciso di concentrare le proprie attività produttive a Tirano, nonostante alcune oggettive maggiori difficoltà. Così, in estate, ha provveduto a trasferire impianti e macchinari, presentando un piano di investimenti di oltre 4 milioni di euro nel triennio che avrà significativi ritorni sul territorio comunale in termini di occupazione, con un prospettato aumento dei dipendenti assunti di oltre il 60%». A fronte di queste prospettive, la giunta tiranese ha ritenuto «di poter convenire una decurtazione del canone di locazione, in ragione degli evidenti scopi sociali». Decurtazione che, comunque, sarà ridotta di anno in anno, «in misura pari alla percentuale di aumento del fatturato della società, fino al pareggio». Nella stessa delibera, la giunta ha autorizzato la società ad effettuare lavori sull’immobile per 726 mila euro, fra opere edili, adeguamento degli impianti, manutenzione dei serramenti e della copertura e realizzazione di aree di sosta interne. Essendo la maggior parte di questi interventi «di interesse comunale», una quota consistente (618 mila euro, ndr) sarà scontata direttamente dal canone «per un importo annuale di 51.500 per 12 anni fino a pareggio dell’esborso»,  riducendo ulteriormente le spese di affitto a carico della Riri.
Contro la decisione della giunta di applicare un canone ridotto di affitto, in occasione del rinnovo del contratto con Riri, c’è un parere negativo del capo area amministrativa del municipio tiranese, avallato dal segretario comunale, che nel provvedimento configura «un’ipotesi di aiuto di Stato, vietata dal trattato istitutivo della Comunità europea». «La giurisprudenza è spesso intervenuta a chiarire cosa si intenda per “scopi sociali”, precisando che il concetto deve essere interpretato in maniera circoscritta e riguarda i casi limitati di uso da parte delle associazioni di volontariato che perseguono finalità sociali e che svolgono in maniera inequivocabile attività senza scopo di lucro». Dunque, sarebbero escluse le attività commerciali. Inoltre, «l’erogazione di eventuali contributi dovrebbe essere regolamentata in modo tale da permettere alle generalità dei soggetti che si trovino nelle medesime condizioni di accedere, a parità di condizioni, alle stesse opportunità». Il parere negativo è stato a sua volta contestato dalla giunta, che ha approvato ugualmente la delibera, convinta della legittimità e dell’interesse pubblico del provvedimento.

l.begalli

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