Domenica 03 Gennaio 2010

Ribassi a Sondrio:
partenza a rilento

E’ stata una partenza un po’ in sordina quella di ieri per i saldi invernali 2010 che sono iniziati a Sondrio così come nel resto della Lombardia. Il periodo di vendite scontate, che durerà sessanta giorni, dunque fino al prossimo 2 marzo, è arrivato quest’anno ancora in piene vacanze natalizie e dopo che i settori abbigliamento e calzature, quelli maggiormente interessati e coinvolti nei saldi, come ha ammesso il presidente dell’Unione commercio Marino Del Curto, hanno vissuto un momento in chiaroscuro per ciò che riguarda le vendite. Le aspettative dei commercianti per questi saldi, dunque, sono piuttosto elevate ed effettivamente, a rincuorarli almeno parzialmente, nel corso della giornata di ieri si sono formate alcune code fuori da qualche esercizio commerciale del nostro capoluogo.
Un segnale positivo, dunque, ma più in generale ieri la “frenesia da saldi” è stata minore rispetto a quella degli altri anni: «Le nostre aspettative sono molto grandi - ha spiegato il vicepresidente vicario dell’associazione mandamentale di Sondrio dell’Unione, Manuela Giambelli - ma forse queste speranze rimarranno più alte dei risultati che potremo raggiungere in concreto. In questo primo giorno quello dei saldi è stato un andamento lento, anche perché l’inizio del periodo di vendite scontate il 2 gennaio è davvero molto prematuro. Purtroppo, però, queste scelte non vengono direttamente da noi commercianti, ma dipendono da altre situazioni».
Da un lato, dunque, le grandi speranze e aspettative dei commercianti: dall’altro, invece, una clientela che potremmo per certi versi definire spiazzata e disorientata, in un certo senso, da questo inizio così precoce dei saldi. Va segnalato ancora una volta che l’Associazione tessili, abbigliamento e accessori dell’Unione commercio ha riproposto anche per quest’anno l’iniziativa “Saldi Chiari” (a cui aderiscono una settantina di esercizi commerciali in tutti e cinque i mandamenti della nostra provincia) adottando un decalogo di regole in favore della trasparenza verso la clientela.
Sul fronte dei ribassi troppo anticipati, interviene anche il presidente dell'Unione commercio Marino Del Curto. «La questione è complessa - ha precisato - visto che riguarda un ambito regionale che a sua volta dipende da iniziative di altre regioni. So che Federmoda sta lavorando affinché ci sia uniformità tra le diverse regioni d’Italia e sta portando avanti un ragionamento per capire se i saldi, così come sono, hanno ancora una ragione d’essere - aggiunge il negoziante chiavennasco -. Quel che è certo, però, è che così non si può andare avanti: il continuo anticipare i saldi non ha senso. Quindi o si va verso la liberalizzazione completa dei saldi stessi oppure si pensa a qualcosa di più adatto per un settore che fin qui è stato fortemente penalizzato».

l.begalli

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