Sabato 02 Gennaio 2010

«A Madesimo una sanità
quasi da Terzo Mondo»

«Diecimila abitanti senza un medico del 118: siamo stufi di ascoltare chiacchiere e restare senza una soluzione. Altro che eccellenza della sanità lombarda, quella di Madesimo è una situazione quasi da Terzo Mondo».
E’ tornata al centro dell’attenzione nei giorni scorsi - in particolare dopo un intervento in soccorso di un infartuato complicato dalle condizioni meteorologiche inadeguate per il volo dell’elicottero -  l’assenza di un medico al presidio dei volontari della Croce Rossa di Campodolcino, la sede che si occupa dei due comuni della Valle Spluga. La storia è sempre la stessa da più di un anno. Se l’elicottero non può volare, ad esempio di notte o in presenza di nebbia, per avere a disposizione un’equipe con il medico deve salire in Val San Giacomo l’ambulanza del pronto soccorso di Chiavenna, con tempi di percorrenza decisamente elevati, soprattutto in caso di neve e di traffico.
Per questi interventi non è sufficiente la presenza in paese della guardia medica. Franco Masanti, sindaco di Madesimo, va giù durissimo. «Abbiamo cercato di risolvere il problema in tutte le maniere, soprattutto dopo  che a maggio un bambino si era salvato per miracolo dopo lunghi disagi nei soccorsi - spiega -. Abbiamo avanzato delle richieste e  tutt’oggi abbiamo raccolto soltanto tante belle chiacchiere, ma non ci sono state soluzioni. Non si può ragionare in questi termini in una zona che nei momenti di punta ospita dieci-dodicimila persone. La nostra è una voce nel deserto. Continuiamo a sollecitare le aziende della sanità locale, specificando che siamo disposti a offrire un alloggio a questo medico del 118, ma non abbiamo mai risposte serie. La Regione Lombardia si vanta di avere un’assistenza sanitaria eccellente, noi invece verifichiamo che siamo quasi da Terzo Mondo. Altro che Svizzera e Austria. Questi temi devono essere discussi nelle sedi istituzionali, ne va della sicurezza della popolazione locale e dei turisti. Noi facciamo tutto il possibile per affrontare questa problematica, ma tocca ad altri risolvere un evidente disservizio».
Secondo Masanti l’assenza di un medico complica notevolmente la situazione dei volontari. «Questa mancanza rappresenta un evidente disincentivo anche per i volontari che per tutto l’anno garantiscono la propria preziosa collaborazione. L’assenza di un medico costituisce un motivo di delusione per queste persone. Qualcuno a Sondrio deve iniziare ad aprire gli occhi e ad ascoltare la nostra voce. Se succederà una tragedia in cui emergerà l’assenza di un servizio adeguato presenteremo una denuncia nei confronti di chi deve garantire una copertura adeguata da parte del medico. Servono una coscienza e una responsabilità da parte delle aziende che operano nell’ambito della sanità».

l.begalli

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