Sabato 02 Gennaio 2010

La morte di Alessandro:
«Mai usare le scorciatoie»

Anche se la dinamica della tragedia accaduta nel pomeriggio di mercoledì 31 a Madesimo ormai è chiara, ciò che è successo lascia ancora sbigottiti. Un “volo” di quasi duecento metri lungo un canale che da Teggiate porta a Isola e un giovane di soli sedici anni, Alessandro De Giuli (era figlio di Fabrizio, per anni autista del "Corriere della Sera"), trovato senza vita. Secondo le ricostruzioni, basate sul racconto dei ragazzi che stavano scendendo verso Madesimo con la vittima, un gruppo composto da Alessandro e tre amici si stava dirigendo a piedi verso il centro del paese. Nel tragitto hanno utilizzato delle scorciatoie, evitando di seguire la statale.
Dopo alcune discese di pendii andate a buon fine, hanno sbagliato strada e, anziché ritrovarsi sull’asfalto, sono finiti in una zona impervia, all’altezza di alcune reti paramassi, con davanti il vuoto. Hanno capito di dovere tornare indietro, ma improvvisamente Alessandro De Giuli è precipitato nel dirupo sottostante. Poi hanno cercato di raggiungerlo, ma è stato tutto inutile. Dagli amici è partita la chiamata per la centrale operativa del 118 che ha allertato le squadre del Soccorso alpino di Madesimo, supportate dai colleghi di Chiavenna. I ragazzi hanno fornito indicazioni estremamente precise sull’accaduto e sul punto della scomparsa del compagno. Le condizioni meteo non hanno permesso ai soccorritori di utilizzare l’elicottero. Un gruppo è sceso da Teggiate verso Isola con le corde, un altro è salito dal basso con le ciaspole, concentrando l’attenzione su un piccolo canale in corrispondenza del quale si erano perse le tracce del giovane milanese. Alessandro De Giuli è precipitato per quasi duecento metri. Gli uomini guidati da Claudio Bianchi,  muniti di Arva, pala e sonda per intervenire rapidamente e in modo efficace in caso di slavina, hanno trovato il corpo del ragazzo poco dopo le 16 di mercoledì. In serata i ragazzi dell’hinterland milanese, alloggiati in un rifugio di Teggiate, hanno ricevuto la comunicazione del ritrovamento del corpo dell’amico.
Evitare di abbandonare le strade e le piste e di effettuare escursioni senza preparazione ed equipaggiamento adeguati. È la raccomandazione del Soccorso alpino dopo la tragica escursione. Le parole dei soccorritori, le uniche pronunciate in questi giorni di dolore che hanno lasciato Madesimo sbigottita, sono rivolte a tutte le persone che frequentano la montagna in questi giorni e, in particolare, a chi non ha una conoscenza di base dell’ambiente alpino. Un territorio dove il pericolo può essere dietro l’angolo.
«Dobbiamo tenere sempre presente che l’ambiente di montagna può comportare dei rischi anche a pochi metri dai centri abitati, come è avvenuto mercoledì a Teggiate - così commenta quanto accaduto il capostazione del Soccorso alpino di Chiavenna Giuseppe Cerfoglia -. Non bisogna mai uscire dai sentieri battuti e segnalati. Basta spostarsi di pochi passi per rischiare la vita. Non vanno abbandonati né d’estate né d’inverno, un periodo caratterizzato da pericoli ancora maggiori a causa della presenza di neve e ghiaccio e della visibilità spesso limitata. Un altro aspetto è legato all’equipaggiamento. Non bisogna mai rinunciare a un abbigliamento adeguato. Il freddo può portare a conseguenze gravissime anche in assenza di traumi e, nel caso di escursioni sulla neve, sono indispensabili strumenti come Arva, pala e sonda».

l.begalli

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