Lunedì 21 Dicembre 2009

Don Quadrio beato:
il viatico del Papa

La Diocesi e, in particolare, la Valtellina potrebbero presto avere la gioia di festeggiare la beatificazione di monsignor Giuseppe Quadrio, sacerdote originario di Vervio morto 46 anni fa. Sabato, il Papa Benedetto XVI contestualmente alla firma dei decreti inerenti i Papi Giovanni Paolo II e Pio XII, ha riconosciuto “le virtù eroiche” anche del sacerdote valtellinese, nato il 28 gennaio 1920 e morto, appena 41enne, il 23 ottobre 1963.
Monsignor Quadrio, zio dell’arciprete di Sondrio - era fratello della madre scomparsa lo scorso anno -, monsignor Valerio Modenesi, studiò presso i salesiani e fu ordinato sacerdote nella congregazione fondata da san Giovanni Bosco. Il suo ministero sacerdotale lo portò ad essere professore di teologia alla Pontificia Università Salesiana di Torino, di cui divenne anche decano. Ancora giovane fu stroncato da un tumore, ma nel cuore di chi l’ha potuto conoscere sono rimaste indelebili le tracce del bene da lui compiuto.
«Esprimo profonda gratitudine e sincera riconoscenza al Santo Padre Benedetto XVI - ha commentato il vescovo Diego Coletti - per questo passo così importante. La firma del decreto con cui si riconoscono le virtù eroiche di questo figlio della nostra Chiesa e della nostra terra diocesana ci rende molto felici. Esprimo gioia anche nei confronti della congregazione salesiana, cui don Quadrio appartenne. Continuiamo a pregare e restiamo in attesa fiduciosa del dono della sua beatificazione».
La strada verso gli onori degli altari non è però semplice: bisogna attendere che la Congregazione per le Cause dei Santi riconosca almeno un miracolo che possa essere attribuito all’intercessione del venerabile sacerdote valtellinese.
L’anno scorso a Vervio un allievo di monsignor Quadrio aveva avuto l’onore di celebrare sull’altare il suo maestro. «Don Giuseppe Quadrio era il professore più stimato da noi studenti - aveva raccontato l’arcivescovo di Hong Kong Joseph Zen Zekiun, in Valtellina per annunciare l’avvio della causa di beatificazione nelle Filippine del missionario salesiano tiranese don Carlo Braga -. La Crocetta era un casa povera. I professori vivevano così. Non avevano i lavandini nelle loro camere e usavamo quelli comuni con noi. Era un teologo perfetto don Quadrio. Sembrava usasse il cronometro nelle sue lezioni. Terminava l’ultima parola e puntuale suonava la campanella. La sua lezione era ricca di amore, aveva il calore della predica».

l.begalli

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