Venerdì 27 Novembre 2009

Lecco, una cardiochirurgia
a beneficio anche della Valle

Entro il prossimo 31 dicembre sarà attivato, presso l'ospedale Manzoni di Lecco, un nuovo reparto di cardiochirurgia con un numero orientativo di 8 posti letto condivisi con la Azienda ospedaliera di Bergamo. Lo prevede una
delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, con cui è stato dato il via libera al progetto di collaborazione tra lo stesso ospedale Manzoni e i Riuniti di Bergamo, che permetterà appunto l'avvio del nuovo servizio. "Un'area come quella di Lecco, Como e Valtellina con 1.100.000 abitanti - sottolinea Bresciani - e una domanda elevata di interventi non aveva ancora a disposizione una cardiochirurgia. Con questo progetto si potrà dare risposta a questo bisogno. Si tratta di una iniziativa in linea con il principio che stiamo promuovendo di portare sempre più medicina sul territorio". Attualmente, il 79% dei bypass e il 75% degli interventi valvolari relativi ai residenti delle Asl di Lecco e Sondrio vengono effettuati in quattro ospedali, due di Milano (IRCCS Policlinico San Donato e Centro Cardiologico Monzino) e due di
Bergamo (Cliniche Gavazzeni e Ospedali Riuniti). Con l'apertura del nuovo reparto a Lecco, si calcola che, a regime, potranno essere effettuati tra i 320 e i 400 interventi all'anno, un numero sufficiente per garantire un adeguato livello di qualità. In più, oltre a realizzare una migliore
distribuzione sul territorio, avvicinando la risposta ai bisogni, questo progetto ha lo scopo di sviluppare il sistema di "reti" tra gli ospedali e di completare e rendere più integrata l'offerta presso l'azienda ospedaliera di Lecco, che già dispone di due Unità operative di Cardiologia per "acuti" (Lecco e Merate), una Unità operativa di Chirurgia vascolare (Lecco) e una Unità operativa di Cardiologia riabilitativa (Lecco), a cui si aggiungono le 6 Unità operative di cardiologia di Erba (Ospedale Sacra Famiglia FBF), Como (Ospedale S. Anna, Ospedale Valduce), Gravedona (Ospedale Moriggia Pelascini), Sondrio (Ospedale Civile) e Sondalo (Ospedale Morelli).
Il progetto è di durata triennale e prevede un investimento di 8 milioni di euro. In particolare i Riuniti di Bergamo mettono a disposizione dell'ospedale di Lecco le proprie competenze tecniche e professionali, supportando l'avvio del reparto di cardiochirurgia, garantendo la formazione del personale medico e infermieristico, la consulenza sull'acquisto dei macchinari e sull'organizzazione e la definizione dei protocolli diagnostico-terapeutici. L'ospedale di Lecco ha il compito di reclutare il personale necessario alla funzionalità del reparto (azione già avviata) e di mettere in atto gli interventi strutturali e impiantistici necessari, oltre che acquistare i macchinari e le apparecchiature. L'accordo tra i due ospedali fa nascere una vera e propria rete cardiovascolare, in cui ognuno dei due nosocomi vede riconosciute le proprie specifiche competenze: ai Riuniti rimarranno in capo i casi più complessi, i trapianti e la chirurgia pediatrica, mentre a Lecco sarà
sperimentata una cardiochirurgia meno invasiva.

l.begalli

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