Venerdì 27 Novembre 2009

Tutta la Valle si schiera
a sostegno del Morelli

Il consiglio di rappresentanza dei sindaci di Valtellina e Valchiavenna ha condiviso il "Documento sul presidio ospedaliero Morelli di Sondalo" elaborato dalla commissione istituita dall’assessore regionale alla Sanità e dal presidente della Provincia di Sondrio nell’assemblea dei sindaci dell’Alta Valtellina del 14 ottobre. Si erano dati, infatti, 45 giorni, i nostri amministratori per elaborare questo progetto e i tempi sono stati ampiamente rispettati, anzi, persino anticipati. Tant’è che nel tardo pomeriggio di ieri, nella sala consigliare del Comune di Sondrio, il consiglio di rappresentanza si è riunito sotto la presidenza del sindaco del capoluogo, Alcide Molteni, per valutare l’elaborato presentato dall’assessore al coordinamento delle politiche sanitarie della Provincia, Giuliano Pradella, e dal presidente della stessa, Massimo Sertori.
«Il consiglio ha condiviso il documento in quanto coerente con l’ambito sanitario del territorio provinciale - afferma Molteni - e stante l’urgenza di affrontare l’argomento e inviare in Regione l’elaborato a supporto e a integrazione di quanto già prodotto in sede di presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare per costituire il Morelli in Azienda ospedaliera autonoma».
«Apprendo con soddisfazione della condivisione da parte dei rappresentanti di tutto il territorio valtellinese del documento stilato dalla commissione provinciale, peraltro, in tempi record - commenta Sertori - anche perché, è evidente, che assume più forza se concertato. Politicamente, nel metodo, si può parlare di un precedente importante in quanto frutto di quel federalismo verticale più volte auspicato».
Steso da un pool di rappresentanti dell’Alta Valtellina, ovvero Pietro Del Simone, sindaco di Tirano, Elisabetta Ferro Tradati, sindaco di Bormio, Luigi Grassi, sindaco di Sondalo, Luigi Mescia, assessore alla sanità di Sondalo, Narciso Zini, vicesindaco di Livigno, e col contributo del direttore generale Asl, Luigi Gianola, e del direttore sanitario Asl Giuseppina Ardemagni, coordinati da Pradella, il documento si sofferma sulle potenzialità ancora inespresse dal Morelli soprattutto a livello extraprovinciale, da cui, per gli estensori, non è possibile prescindere. Nell’elaborato si insiste sulla valutazione del patrimonio edilizio «nel 2003 - è scritto - già oggetto della concentrazione delle attività sanitarie in 4 padiglioni oltre ad uno a valenza amministrative e ad uno di servizio. Dove la manutenzione è buona e le migliorie continue, mentre insufficiente è l’area parcheggio così come necessari sono gli interventi per contrastare il degrado dei padiglioni dismessi, soprattutto sulle coperture degli stessi. Uno dei quali potrebbe essere destinato a funzioni di protezione civile considerato anche che la Provincia sta constatando l’insufficienza del Centro polifunzionale per l’emergenza realizzato a Sondrio». Proposta, poi, anche la realizzazione dell’"Istituto lombardo di riabilitazione per neuromotulesi", la ricostituzione di una direzione sanitaria e amministrativa di presidio, del trasferimento della Scuola Universitaria per infermieri di Faedo «tenuto conto - è scritto - che la situazione logistica del Morelli, con padiglioni allocati in un territorio di 37 ettari, ne fanno la sede ideale per un campus universitario».
Nel documento fra l’altro si propone di dedicare un intero padiglione al trattamento della Tbc con un incremento dei posti letto, così come di riallestire il VI padiglione destinandolo alla cura delle malattie infettive, di allocarvi, in via sperimentale, un Ospedale di Comunità per anziani o pazienti bisognosi di convalescenze lunghe, e, ancora, di istituirvi un centro di studio e cura delle patologie allergiche e di allestire un centro trasfusionale adeguato alle esigenze dei donatori dell’Alta Valle.

l.begalli

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